ROMA – Franco Bassanini è convinto: "Io non ritirerò le schede con i quesiti sull'acqua. Perché rappresentano un abuso dello strumento referendario". Il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, in un'intervista al Messaggero spiega ancora.
''I referendum sull'acqua sono un imbroglio – aggiunge – e dobbiamo fare di tutto perche' non si raggiunga il quorum''.
Secondo Bassanini, ''la legge Ronchi-Fitto che i sì vorrebbero abolire, dice esplicitamente che l'acqua è un bene pubblico che acquedotti e depuratori restano pubblici e che il prezzo dell'acqua è fissato dal potere pubblico''.
"Siamo proprio al paradosso – prosegue Bassanini riferendosi alla posizione del Pd sui referendum – . Questa regola della gara, prevista dalla legge Ronchi-Fitto è la stessa stabilita dai precedenti e purtroppo sfortunati tentativi di riforma, targati Napolitano-Vigneri nel primo governo Prodi e Lanzillotta-Bersani nel secondo governo Prodi''.
Se vincono i sì per questi referendum, secondo l'ex ministro gli interventi per la manutenzione delle reti idriche li devono fare i Comuni, ''che non hanno un euro in cassa – aggiunge – e non possono più indebitarsi, come facevano 30 anni fa, perché c'è il patto di stabilita'''.
In sostanza, secondo Bassanini, la sinistra ''se ne infischia del merito delle cose – conclude – Perche' privilegia un obiettivo politico. Quello di dare un altro colpo al governo Berlusconi''.
