ROMA, 3 GIU – ''Il Referendum mette a rischio la remunerazione del capitale investito dai privati nel settore dell'acqua''. E' quanto sostiene l'agenzia di rating Fitch in un report dove si afferma che al momento e' comunque troppo presto per valutare gli effetti che l'esito del Referendum avra' sui rating di due dei maggiori operatori: Acea e Acquedotto Pugliese, oggi rispettivamente ad A/Stabile e BBB/Stabile.
Il comunicato ha suscitato l'immediata la reazione delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori fra i promotori anche dei referendum. ''Un'ingerenza inaccettabile sulla massima espressione della volonta' popolare'' hanno tuonato i due presidenti Elio Lannutti (che e' anche capogruppo Idv in commissione Finanze al Senato) e Rosario Trefiletti invitando l'agenzia a ''smetterla di sfornare giudizi a pagamento per cercare di influenzare i risultati''.
Nel mirino di Fitch uno dei due quesiti sull'acqua quello che permetterebbe ai cittadini di decidere l'abolizione di parte dell'art.154 del decreto legislativo 152/2006 che assicura agli operatori privati del settore il diritto a ''un'adeguata remunerazione degli investimenti'' remunerazione che avviene attraverso l'imposizione di tariffe.
Secondo Fitch, se su questo quesito vincesse il 'Si'', ''l'incertezza di regole sulla futura remunerazione degli investimenti potrebbe determinare la sospensione da parte delle banche delle linee di credito al settore fino a quando non ci fosse piu' chiarezza sul sistema alternativo di remunerazione del capitale. Questo – aggiunge Fitch – probabilmente causera' un ritardo nell'esecuzione degli investimenti e impattera' sulla capacita' degli operatori di eseguire gli obblighi contrattuali derivanti dalla concessione''.
''Meno rilevante'' sulle previsioni di rating e' invece l'esito del secondo quesito strettamente legato alla privatizzazione o meno delle risorse idriche. ''In Italia – si legge poi nel report – il settore dell'acqua e' sempre fortemente esposto a rischio politico. La natura pubblica delle risorse idriche – prosegue Fitch – e' un ricorrente argomento dei politici per guadagnare consenso intorno ai propri programmi politici''. Una visione ben diversa da quella di Adusbef e Federconsumatori per i quali ''l'acqua e' un bene comune necessario per ogni forma di vita. Non si puo' affidare la vita alla gestione dei privati, che anche sulla vita vogliono fare affari''.