CAGLIARI – Dopo la valanga di Si' che ha seppellito le nuove quattro Province dell'isola – istituite dieci anni fa, ma durate in pratica solo dal 2005 al 2012 – i sardi che sono andati alle urne per i referendum anticasta ora chiedono tempi brevi alla politica, chiamata a fare quelle riforme che i cittadini si aspettano da tempo.
Tutti e dieci i quesiti proposti dal Movimento referendario hanno superato il quorum (un terzo degli elettori) e sono risultati validi e l'esito del voto ha emesso le prime sentenze: via da subito le Province di Olbia-Tempio, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano e Ogliastra, ora il Consiglio regionale dovra' decidere in fretta cosa ne sara' dei contratti in essere – che difficilmente potranno passare in toto ai Comuni o alle Unioni dei Comuni – dei dipendenti, che rischiano di vedersi spalmati tra Regione, amministrazioni locali e vecchie Province, e delle societa' in house, per le quali il pericolo e' essere messe in liquidazione se non trasferite agli enti restanti.
Tra l'altro, proprio il riordino delle Province e' attualmente in discussione in Consiglio regionale che si riunira' di nuovo domani sull'argomento. E' probabile che, alla luce dell'esito dei referendum, i capigruppo, tra oggi e domani, trovino un accordo su come procedere, visto che all'ordine del giorno c'e' anche la questione della Provincia di Cagliari, rimasta senza presidente dopo che Graziano Milia (Pd) era decaduto in seguito alla condanna definitiva per abuso d'ufficio e attualmente presieduta dal vicepresidente.
Si dovrebbe andare verso una proroga dell'attivita' sino alla primavera del 2013, evitando il commissariamento, ma ora si aggiunge anche la Provincia di Carbonia-Iglesias, anch'essa senza un presidente dopo le dimissioni presentate ieri sera da Salvatore Cherchi (Pd), che ha lasciato l'incarico proprio a seguito dell'esito del voto referendario.
Attesa anche per gli sviluppi sugli altri argomenti oggetto dei referendum, dalla riduzione degli emolumenti dei consiglieri regionali, alla soppressione dei Consigli di amministrazione di agenzie ed enti regionali, all'immediata istituzione di un'assemblea costituente per la riscrittura dello Statuto autonomistico e all'elezione diretta del presidente della Regione attraverso le primarie.
Gia' nel 2005 un comitato di Alghero, Lu Puntulgiu, presento' una proposta di legge popolare, dopo aver raccolto oltre 17 mila firme, per la riduzione del numero dei consiglieri regionali e il taglio delle indennita' (oggetto dei quesiti di questi referendum), ma la legge e' sempre rimasta nel cassetto e il Consiglio regionale non l'ha mai discussa.
