Referendum nucleare: a rischio il voto degli italiani all'estero

ROMA – A rischio il voto dei 3,2 milioni di italiani residenti all'estero per il referendum sul nucleare, dopo che la Cassazione oggi ha dato il via libera al quesito, ma con una nuova formulazione.

I connazionali che vivono in altri Paesi si sono infatti gia' espressi sulle schede con il vecchio quesito e non ci sono i tempi tecnici – fanno sapere al Viminale – per stampare ed inviare all'estero le schede con la nuova formulazione. Protesta l'opposizione, che accusa il Governo di ''escludere di fatto il voto all'estero e pregiudicare cosi' il quorum''.

Gia' dallo scorso 25 maggio i consolati hanno concluso la spedizione agli italiani residenti all'estero delle schede elettorali con il vecchio quesito e non con quello nuovo che sara' stampato sulle schede per i votanti in Patria. Entro domani, secondo i tempi stabiliti dalla legge Tremaglia, i consolati dovranno ricevere le schede votate. Che il 9 giugno saranno spedite in Italia per lo scrutinio con valigia diplomatica. Gli italiani che vivono all'estero, dunque, si sono gia' pronunciati sul vecchio quesito e non sul nuovo cosi' come riformulato dalla sentenza della Cassazione. Ora si attende di leggere le motivazioni della Suprema Corte che saranno rese note venerdi' prossimo per capire se i giudici hanno dato indicazioni sulla questione.

Il costituzionalista Alessandro Pace, intervenuto oggi per conto dell'Idv nell'udienza alla Cassazione, ha chiesto che siano considerate valide le schede gia' votate. E' possibile che sul caso ci sara' comunque un pronunciamento della Suprema Corte nel caso i voti all'estero siano decisivi per il raggiungimento del quorum. Intanto, insorge l'opposizione che, con una nota congiunta siglata dagli esponenti di Pd, Psi, Fli, Udc, Idv e Sel, chiede che ''il Governo, dopo aver tentato inutilmente di impedire il pronunciamento di tutti gli italiani sul nucleare, ora faccia di tutto per tutelare l'uguaglianza dei cittadini e garantire il voto degli cittadini all'estero al referendum del 12 e 13 giugno prossimi''. Se il loro voto non sara' considerato valido, spiegano i rappresentanti dei partiti di opposizione, ci sara' ''da una parte una discriminazione tra italiani in Italia e italiani all'estero e dall'altra il mancato raggiungimento del quorum''.

''Sono Governo e maggioranza – sottolineano – ad aver creato questo problema: dunque ora chiediamo che si facciano carico di risolverlo, garantendo il voto ai connazionali all'estero o, se davvero non ci sono i tempi, considerare valido per l'estero il vecchio quesito o, nel peggiore dei casi, non considerare il voto all'estero ai fini del conteggio del quorum''.

Published by
luiss_smorgana