ROMA, 13 GIU – ''Il 'contegno' dell'opposizione, all'annuncio dell'esito della consultazione referendaria, si sta rivelando quantomeno inopportuno. A differenza di cio' che vorrebbero far credere le opposizioni, il referendum non e' affatto un test politico per il governo paragonabile alle elezioni politiche ordinarie''. Lo afferma in una nota Alessandro Pagano, componente della Commissione finanze della Camera.
''Riguardo, in particolare, le modalita' di produzione energetica in Italia, – prosegue Pagano – gli elettori hanno semplicemente espresso il proprio dissenso dalla proposta dell'esecutivo di avvalersi del nucleare per rendere il nostro Paese autonomo dall'energia prodotta altrove ed evitare il rischio di rincari speculativi e ingiustificati''.
''Se gli obiettivi sono il risparmio dei costi dell'energia per i cittadini e l'indipendenza dagli altri paesi, – aggiunge – non importa quale metodologia produttiva verra' impiegata, quanto piuttosto il conseguimento di tali risultati''.
''L'impiego delle fonti rinnovabili – conclude l'esponente del Pdl – si configura dunque come la migliore delle soluzioni adottabili per coniugare in maniera ottimale il rispetto della volonta' degli italiani consacrata dal referendum con tali primari obiettivi''.
