Referendum, Ronchi: Fli diviso tra non scelta e sì

ROMA – ''E' inaccettabile che Futuro e Liberta' non dia indicazioni sui referendum. Il mio partito e' diviso tra la non scelta e il voto favorevole di alcuni: ne prendo atto e ne terro' conto''. A parlare e' l'ex ministro Andrea Ronchi, in un'intervista al Corriere della Sera, nella quale difende la liberalizzazione dei servizi pubblici alla quale ha lavorato in passato e rispetto ai referendum sull'acqua afferma che la possibile privatizzazione ''e' una menzogna''.

''L'acqua resta un bene pubblico, si liberalizza solo il mercato – aggiunge Ronchi – affidando la gestione delle reti idriche''. Il pubblico non scomparira' dalla gestione, spiega Ronchi, a patto di rispettare parametri di efficienza ma, secondo l'esponente di Fli, ''sono pochissimi i casi di efficienza pubblica''. Quanto alla posizione del Pd, Ronchi afferma che ''Bersani e' un grandissimo traditore. Proprio lui che ha fatto le lenzuolate di liberalizzazioni – sottolinea – ora tradisce, per codardia. Rinnega se' stesso in nome di Di Pietro e Vendola''.

L'ex ministro e' critico anche verso il suo partito: ''ritengo assolutamente non condivisibile non esprimersi su nucleare e legittimo impedimento, che abbiamo votato – afferma Ronchi – Cosi' e' un'anarchia, un caos, un sistema che non mi interessa''. E sul nucleare fa sapere che ''dire no e' una scelta retrograda, stupida e fatta da gente che e' succube dei Verdi di una volta e del dipietrismo di oggi''.

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Emiliano Condò