TRIESTE – Per il vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, ''sulle posizioni assunte dal cosiddetto mondo cattolico in occasione del recente referendum, non c'e' molto da festeggiare''. Lo ha scritto in un intervento pubblicato sul sito di Vita nuova.
Crepaldi, che e' anche presidente dell'Osservatorio internazionale 'Cardinale Van Thuan' sulla dottrina sociale della Chiesa, ha evidenziato che davanti al test referendario ''sembra che il mondo cattolico abbia ritrovato l'unita' perduta'', con ''una diffusa tendenza di fondo a condividere alcuni schemi mentali per affrontare il problema acqua''. E in occasione del referendum – ha notato Crepaldi – la Chiesa non e' stata accusata di integralismo, ''nessun giornale 'progressista'' ha criticato i numerosi esponenti ecclesiastici che invitavano a votare in un certo modo. Secondo Crepaldi, le citazioni dai testi sacri usate per la propaganda per il si' ai quesiti sull'acqua sono state ''semplificazioni e distorsioni''.
''Perche' – si e' chiesto Crepaldi – una cosi' diffusa mobilitazione per una questione pratica e oggetto di volta in volta di deliberazione, ed invece una scarsissima o addirittura inesistente mobilitazione per la vita? Non c'e' un preoccupante sbilanciamento? Dedicassero le nostre riviste, comprese quelle missionarie, alla vita almeno un centesimo dell'attenzione rivolta all'acqua''. Il vescovo ha dunque accusato di ''ingenuita''' coloro che pensano di ''aver contribuito a evitare una inesistente privatizzazione''. Secondo Crepaldi, ''quelle associazioni che promuovono i diritti umani e votano con lui per l'acqua sono anche a favore dell'aborto'' e approfitteranno dei voti ''per fare cose che ai cattolici non dovrebbero andar bene''.