Referendum: Zaia voterà due sì

ROMA, 8 GIU – ''Lunedi' qualunque sia il risultato del voto, il governo non rischia nulla''. Luca Zaia, il piu' referendario dei leghisti dopo l'annuncio dei suoi due ''si''' su acqua e nucleare, scommette sulla tenuta dell'asse Carroccio-Pdl. Ma chiede a gran voce all'esecutivo ''riforma fiscale e sburocratizzazione'' per riconquistare l'ormai deluso elettorato 'padano'.
Il governatore del Veneto interviene al Forum dell'ANSA concedendosi alle domande dei cronisti: fa un bilancio dei primi tre anni di legislatura, si mostra ottimista sui prossimi due (''li vedo tonici''), ma non si sbilancia sull'ipotesi di una riconferma di Silvio Berlusconi come candidato premier del centrodestra nel 2013. ''Impossibile fare previsioni – dice – In pochi anni sono cambiate tante cose. Puo' succedere di tutto. Ovviamente – spiega – decide Bossi''.
Difficile che l'identikit corrisponda ad un leghista. Per Zaia, infatti, ''ad oggi, nulla lascia prevedere un impegno della Lega'' sull'intero territorio nazionale. D'altronde – spiega – ''come giustamente ha sempre ribadito Bossi, la Lega porta avanti le istanze del Nord'' e il Carroccio pur ''crescendo bene in realta' come la Toscana e le Marche'' resta ''un partito territoriale''. Per ora, percio', l'attenzione e' tutta su referendum e riforma fiscale: temi sui quali l'esecutivo si gioca parte della propria credibilita'. Anche perche' dal voto delle amministrative ''emerge un'indicazione chiara: dare mano al programma del 2008 e andare avanti con le riforme, fiscale, tributaria e federalista''. ''Da qui al 2013 – sottolinea – ci sono spazi e numeri per farlo''.
Guardando avanti, la prima tappa sono i referendum. Il governatore Veneto ammette che ''hanno assunto un profilo politico'' ma invita a ''ricondurli al loro peso reale''. ''Ci sono due grandi temi, come il nucleare e l'acqua – sottolinea – che vedono la mobilitazione della gente. E non e' un mistero che su questi quesiti per me si tratta di due si' ''. Il Pdl ''che inizialmente aveva posto un argine – aggiunge Zaia – ha dato liberta' di coscienza, figuriamoci se non possiamo farlo noi''.
Non e' questo a preoccuparlo, quanto la necessita' di ''una riforma fiscale''. ''E' nel programma di governo – ricorda l'esponente leghista – ma serve anche una forte sburocratizzazione sul modello anglosassone''. Per Zaia ''bisogna abbandonare la filosofia secondo la quale 'fatta la legge, si trova l'inganno' ''. ''Le aziende non chiedono soltanto meno tasse – insiste – ma un po' meno 'ufficio complicazione affari semplici' ''.
La ricetta per riconquistare la base, oltre che sui temi economici, passa anche per il decentramento dei ministeri: ''E' uno dei grandi progetti della Lega – afferma – Ne abbiamo parlato in tempi non sospetti''. Inoltre, ''e' una grande opportunita' per formare una nuova classe dirigente che non sia tutta romana – conclude – cosi' forse tra 50 anni avremo uno stato federalista ed una classe dirigente variegata e rispettosa delle regioni italiane''.
Il trasferimento dei ministeri sembra pero' poter appesantire la macchina burocratica. Zaia non e' d'accordo. ''L'idea – afferma – non e' la moltiplicazione ma la semplificazione''. Un esempio? Gli uffici del lavoro che ''prima erano a gestione ministeriale e ora delle province''. Il governatore veneto, anzi, e' contrario anche all'abolizione delle amministrazioni provinciali: ''Sono un presidio identitario – si difende – hanno una storia, sono vicine al cittadino e sono un elemento di sintesi''.
Infine, un pensiero al 'suo' Veneto: ''Il Mose oramai ha preso forma, si vede, e la fine dei lavori e' prevista per il 2014'', dice con orgoglio. ''E' il piu' grande cantiere pubblicamente finanziato al mondo. Oramai le opere sono veramente visibili, dalle bocche di porto alle paratie, si sta andando avanti, si procede, e' un'opera faraonica, vengono da tutto il mondo a vedere questo progetto''.

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Alberto Francavilla