E’ polemica sul calendario con la foto di Mussolini che il consigliere e candidato del Pdl alla Regione Lazio Luigi Celori avrebbe regalato ai suoi sostenitori. Il duce in marsina e col cilindro ha provocato sdegno a destra e a sinistra, ma anche nella comunità ebraica.
E se il diretto interessato ha spiegato oggi che quel calendario non ha nulla a che vedere con la sua campagna elettorale ed è stato fatto da alcuni suoi sostenitori, il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici condanna «questo vergognoso episodio senza se e senza ma».
«Qualora sia vera la notizie sulla distribuzione del calendario durante un comizio a Pomezia – Pacifici invita a una riflessione – sento il dovere di intervenire su questa vicenda rilevando che se effettivamente ci si trovasse nell’ottantottesimo anno dell’era fascista, io probabilmente non sarei mai nato. Quel che sconvolge di più è l’idea che a distribuirlo sia stato un uomo politico che ha accompagnato il presidente della regione Marrazzo nel ‘Percoro dei giusti’ a Yad Vashem a Gerusalemme, luogo dal quale si torna cambiando prospettiva e giudizio politico su quel tragico periodo».
Duro il giudizio della candidata del Pdl alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini: «Non sono a conoscenza di alcuna iniziativa relativa a calendari nostalgici. Se le notizie corrispondessero al vero si tratterebbe di demenziale folclore». Di “vergogna senza limiti” parla Roberto Giachetti, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.«Regalare in campagna elettorale i calendari con foto e frasi di Mussolini – aggiunge – è la dimostrazione di quali sentimenti siano alla base di alcuni esponenti della destra. Di fronte all’esaltazione di un regime dittatoriale non sono ammissibili mezze misure o esitazioni; al di là della volontà di Celori di candidarsi, il Pdl non ritiene inopportuna, e quindi da escludere, una candidatura basata su questi presupposti?».