Regione Sardegna, legge "salva casta": tagli rinviati

CAGLIARI, 1 OTT – Con l'Aula orfana di tutto il centrosinistra ma anche dei Riformatori, che hanno 'strappato' con gli alleati del centrodestra, la maggioranza che sostiene la Giunta Cappellacci in Sardegna ha approvato la leggina ribattezzata 'salvacasta'.

I si' sono stati 40, un voto contrario e tre astenuti: e' passato quindi in Consiglio regionale il contestato provvedimento che rimanda la riduzione del numero dei consiglieri, dagli attuali 80 a ''sino a 50'', all'approvazione della legge statutaria, che verra' varata non prima della modifica costituzionale dello Statuto in doppia lettura alle Camera. Quello che doveva essere un taglio secco ai costi della politica, si e' invece trasformato in un nulla di fatto, con il rinvio a un'altra legge che fara' slittare i tempi e probabilmente anche la consistenza della sforbiciata.

La legge, composta di un solo articolo, era stata modificata nella seduta di giovedi' scorso con un emendamento presentato da Udc-Fli e approvato a voto segreto, con la ricomparsa dei franchi tiratori, questa volta presenti nelle fila del centrosinistra. La giornata si era chiusa in bagarre, con le opposizioni che avevano abbandonato l'Aula in segno di protesta (''Siamo una casta – e' stato l'affondo del capogruppo dell'Idv Adriano Salis – ed e' giusto che ci trattino da casta perche' vogliamo difendere i privilegi''), subito seguite dai Riformatori, in disaccordo su tutto con gli alleati del centrodestra. ''Il mio e' un dissenso politico'', aveva infatti spiegato il capogruppo Pierpaolo Vargiu.

Coro di critiche per il rinvio dei tagli anche all'esterno del Palazzo: dai sindacati alla Confindustria, tutti col dito puntato sulla casta. ''Un'occasione sprecata, l'ennesima, della politica sarda – ha detto il numero uno degli industriali sardi Massimo Putzu – Avrebbero potuto dire a noi tutti che anche loro stanno facendo la propria parte in un momento drammatico per cittadini e imprese. Invece, niente, fanno come se non gliene importasse nulla, come se fuori non stesse succedendo nulla''.

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Alberto Francavilla