ROMA, 7 OTT – ''Per Berlusconi provo ormai un senso di pietas''. Lo afferma il registra Ermanno Olmi, ospite oggi di '24 Mattino' su Radio 24 nel giorno in cui esce nelle sale cinematografiche il suo nuovo film 'Il villaggio di cartone'.
''Una volta – ha aggiunto il regista – mi faceva molto arrabbiare questo suo atteggiamento che trovava forza soprattutto nei risultati della sua carriera imprenditoriale, quindi questa ricchezza esibita con una sorta di sottile minaccia nei confronti degli altri. Come dire 'guardate che sono potente, attenzione'. Questo mi faceva arrabbiare. Ultimamente mi ha dato un senso di sconforto, poi un sentimento di pietas. Lo sento imprigionato dentro un bunker che lui stesso ha costruito. Prima come tentativo di difendersi da quelli che lui considerava i suoi nemici e non ha calcolato che dentro quel bunker sotto l'aspetto di amici ci sono i suoi veri nemici''.
Olmi e' tornato sul tema della ricchezza: ''Quando la ricchezza diventa una riserva aurea di alcune persone o di piccoli potentati – ha detto -, questo accumulo e' togliere agli altri uno spazio vitale''. Il film 'Il villaggio di cartone' racconta una storia di migranti, accolti in una chiesa da un parroco.
Un tema, quello dell'immigrazione, attuale che Olmi giudica cosi': ''La globalizzazione cos'e' se non un ampliamento dei mercati? Quando le merci percorrono tutti i sentieri dell'uomo, dei Paesi poveri e ricchi, dietro a queste merci fanno seguito masse di persone che non riescono piu' a sopravvivere nel luogo in cui nascono. Era inevitabile che con la circolazione delle merci si muovessero interi popoli, non piu' disposti ad accettare un isolamento che la globalizzazione aveva gia' demolito. Siamo noi in contraddizione, non loro''.
