ROMA – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi vuole abolire gli scontrini, perché l’Italia non deve essere “un insieme di sfighe” e il Fisco deve smettere di essere “un avvoltoio, stavo per dire gufo”.
Renzi lancia la proposta col suo linguaggio da “paninaro” (nel senso della sottocultura anni 80, non dei venditori di panini) alla premiazione dei Digital Champions al Tempio di Adriano a Roma.
“Dobbiamo eliminare gli scontrini attraverso la tracciabilità totale così che l’Agenzia delle Entrate non venga più avvertita come l’avvoltoio sulle spalle ma un advisor per le aziende”L’agenzia delle Entrate smetterà di essere come un avvoltoio, stavo per dire gufo, appollaiato lì e diventerà una sorta di consulente per le imprese”, dice. “Non possiamo abituarci all’idea di raccontare l’Italia come un insieme di sfighe. Non possiamo continuare a parlare solo delle cose che vanno male, che in Italia sono andati via i migliori, i cervelli, come se quelli che sono rimasti non valgono niente. C’è bisogno di dire che il paese va cambiato ma non perché ce lo chiedono da fuori”, ha aggiunto.
Quindi Renzi ha risposto alle critiche dei sindacati e di chi lo accusa di esagerare con i tweet:
“Quando hanno da criticare il governo dicono “pensa che governare è usare tweet”. Ci sono molti argomenti per criticare il governo, ma il punto più sterile che ho sentito tre volte è questo. Il punto è che quella roba, Twitter, i social, non è il contrario della politica seria. Certo il premier smanettone è poco elegante…”, dice Renzi e aggiunge: “dobbiamo portare fuori dai soliti noti concrete opportunità come questa Passa il messaggio che sei un malato di mente che vuole utilizzare quegli strumenti, l’idea che la politica seria sia altro”, lamenta Renzi. E invece “l’agenda digitale non è solo un tema per addetti ai lavori”. Ad esempio, “mettere on line le spese della pubblica amministrazione è la più grande operazione di spending review: a quel punto la spending non la fanno i tecnici, ma i cittadini”.
Perché per Renzi le Ict (Information and Communication Technology) sono una “grande opportunità”:
Sulla partita delle nuove tecnologie, Renzi è convinto che “abbiamo i migliori in campo”, a partire da Riccardo Luna, organizzatore dell’iniziativa. Dunque “niente alibi: se falliamo è colpa mia, ma se falliamo lo facciamo con la squadra più forte che l’Italia ha visto in campo in questo settore. Se falliamo siamo dei caproni”. ‘Se noi riusciamo a fare l’investimento sull’Ict, noi rovesciamo veramente l’economia di questo Paese” afferma il premier, per il quale però bisogna cominciare dal mood giusto: “dobbiamo essere meno concentrati sulle difficoltà e più sulle possibilità, solo così cambiamo il Paese”. La convinzione di Renzi è che se si riesce “a fare questo investimento nell’Ict, ribaltiamo la situazione. Non vuol dire che il futuro è degli smanettoni, ma il punto centrale è che noi abbiamo una possibilità concreta con i migliori in campo”.