Matteo Renzi (Ansa)
ROMA – Quanto vale la nuova Casa di Renzi, quanto pesa cioè nei sondaggi, in termini di voti potenziali, il partito che si accinge a fondare? Al momento prevale una stima – da supportare con altri più aggiornati sondaggi dedicati – che concede al nuovo soggetto politico un 5% nelle intenzioni di voto. A guardare i sondaggi degli ultimi mesi l’indicatore del consenso è molto variabile, anche perché la nascita di un nuovo partito era ancora solo nella testa del senatore toscano.
Tra febbraio e marzo scorsi, Alessandra Ghisleri di Euromedia Research aveva elaborato un sondaggio che fissava tra il 6 e l’8% il bacino di utenza degli elettori potenzialmente interessati al progetto. Da notare, tuttavia, “che non tutti gli interessati avrebbero poi votato un eventuale partito di Renzi”.
Più antico (dicembre 2018) il sondaggio del Sole 24 Ore: un 15% degli intervistati rispondeva che “avrebbe preso in considerazione” l’ipotesi di votare un nuovo soggetto politico guidato da Renzi. Appare significativo che la stessa opzione è stata scelta da un elettore su tre del Pd).
Lorenzo Pregliasco di Youtrend aveva lavorato sull’ipotesi i primi giorni di settembre: partendo dal grado di fiducia personale decisamente basso di quel periodo (12/20% contro il 50 di Conte) non poteva realisticamente accreditare più del 3/3,5% di consenso. Il ragionamento politico sotteso, tuttavia, è più articolato. Spiega infatti ancora Pregliasco che queste cifre “non devono trarre in inganno perché non ci sono elezioni in vista e, dunque, sono molto numerosi gli indecisi. E poi nella logica delle coalizioni chi raggiunge il 3% o anche il 5% può rappresentare l’ago della bilancia per una maggioranza oppure non contare nulla perché non supera la soglia di sbarramento”.
Roberto Weber di Ixé giudica invece la soglia del 5% forse un po’ troppo elevata, Carlo Buttaroni di Tecné segnala che quando il Pd era all’angolo la forza attrattiva di Renzi era tra il 4 e il 7%. (fonte Corriere della Sera)