ROMA – ''Sto cercando di dare ascolto al mio avvocato che mi esorta a non rilasciare dichiarazioni. Sostiene che si tratta di una doverosa forma di rispetto verso il lavoro dei magistrati. Stamane pero' non posso''. E' quanto scrive Valter Lavitola in una ''lettera aperta'' inviata per mail in cui fa riferimento in particolare il Corriere della Sera per l'articolo pubblicato oggi e dedicato alla sua famiglia.
''Perche' e' necessario parlare di mia moglie, mio figlio, dei miei suocera, che e' vero amo come se fossero miei genitori (ovvio che mio padre e' mia madre sono insostituibili nel mio cuore)? Perche' dare l'indirizzo preciso della loro casa? … Ancora: perche' parlare di mia cognata? Non si e' badato ne' alla privacy, ne' alla sicurezza…", ha aggiunto Lavitola.
''Lo capirei da un piccolo giornale scandalistico diretto da un gaglioffo'', prosegue Lavitola, ricordando che l'unico 'scandalo' che gli si puo' attribuire e' lo ''scoop sulla Casa di Montecarlo''.
Sempre riguardo all'Avanti! Lavitola scrive: ''Magari si scoprira' che era un bollettino usato per fini criminali da un losco pseudo-direttore, o molto piu' probabilmente che e' un piccolo quotidiano con un grande nome, con il quale una cooperativa di giovani e valenti giornalisti lavorano. Giornale che ha tentato di parlare con tutte le varie, tutte a mio avviso piu' che legittime, aree socialiste. Spesso senza successo. Si sa, puo' piu' l'invidia e la rabbia…''.