ROMA – "Io da tempo penso che ci sia una crisi dentro la crisi economica che viene più da lontano. E' la crisi del tessuto sociale del Paese che si è consumato, talvolta lacerato, negli ultimi decenni". Lo afferma il ministro per l'Integrazione, Andrea Riccardi, in un'intervista di oggi su 'Il Mattino'.
Per Riccardi, nel dopoguerra, il tessuto sociale aveva resistito grazie ad una serie di "reti di appartenenza" come i partiti, i sindacati, ecc. Poi però "è successo qualcosa che ha reso la donna e l'uomo italiani molto più soli".
Quelle comunità umane, sostiene, "si sono frantumate, basta pensare alla crisi della famiglia. E allora l'uomo e la donna italiani si trovano in una condizione umana infragilita di fronte alla crisi, hanno poche risposte di senso, nessun indirizzo".
"Certi atti di follia o di violenza – afferma a proposito delle vicende di Genova e di Brindisi – si spiegano anche con uno spaesamento comune che in alcuni casi diventa impazzimento".
"Quanto accaduto in Puglia – aggiunge – è grave perchè mi sembra calpestare l'umanità italiana su cui qualche volta si è sorriso ma che rappresenta una tradizione del Paese. La scuola è un luogo sacro – afferma Riccardi – quindi colpirla è qualcosa che è fuori dalla nostra umanità".
"Qui – prosegue – c'è da ritessere un tessuto umano che è stato poco coltivato. Sviluppare le comunità locali, sostenere le famiglie, far crescere il senso del legame con la gente: in una parola, far rinascere la politica alla base e tra la gente. Ecco la vera sfida: perché la politica sta troppo in televisione e poco tra la gente". Anche per questo, spiega, servono le riforme, a partire da quella elettorale per "legare di nuovo eletti ed elettori".
