ROMA – Una legge che garantisca ''regole chiare e trasparenti'' sul finanziamento ai partiti. A chiederlo e' il presidente del Senato Renato Schifani convinto che un'approvazione rapida consenta di restituire agli italiani quella fiducia nella classe politica che in questo momento e' ''incrinata''. Un'invito a non perdere tempo arriva anche da Gianfranco Fini: ''Gli italiani – mette in chiaro il presidente della Camera – anche per la crisi economica fanno tanti sacrifici e non sono disposti ad accettare che il costo della politica sia a carico dello Stato''.
D'accordo anche il Pd che pero' tentenna sulla proposta di congelare l'ultima tranche dei rimborsi elettorali: il segretario Bersani si dice d'accordo a rinviarla se ci ''saranno le condizioni politiche'', ma il suo tesoriere Misiano con franchezza ammette che quei soldi servono al partito. Comunque l'appello dei presidenti dei due rami del Parlamento tiene banco tra le forze politiche, concordi sulla necessita' di approvare una legge che regoli il finanziamento. I distinguo pero' non mancano sul metodo con cui i partiti devono ricevere finanziamenti e sull'ipotesi o meno di rinunciare alla tranche di rimborsi prevista per il mese di luglio.
Per Gianfranco Fini il problema e' semplice da risolvere: devono essere i cittadini a finanziare volontariamente le forze politiche magari, e' la proposta del presidente della Camera ''agevolandoli con detrazioni fiscali come accade negli altri Paesi''. Un'idea su cui concorda anche Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, favorevole alla possibilita' che si preveda una detrazione pari al 95% dei 2000 euro che ciascuna persona puo' decidere di dare ad partito.
Favorevole ad un approvazione rapida e' il leader del Pd Pier Luigi Bersani: ''Subito controlli e certificazioni'' che conferma poi la richiesta avanzata dai democratici di far slittare la tranche di rimborsi ai partiti prevista per luglio. Non entra nel merito il tesoriere democratico Antonio Misiani che pero' ci tiene a fare una precisazione: ''Noi del Pd siamo per riformare il sistema e per ridurre l'entita' dei rimborsi elettorali ma con onesta' diciamo di non poter rinunciare al rimborso di luglio''.
A far discutere e' infatti la decisione della Lega di rinunciare ai rimborsi di luglio e l'ipotesi avanzata da Antonio Di Pietro di abrogare la tranche estiva: ''L'Idv ha deliberato un emendamento per chiedere l'abrogazione della prossima rata dei finanziamenti ai partiti e, a regime, la loro riduzione secondo il modello dei rimborsi per i referendum''. Da Futuro e' Liberta' invece Italo Bocchino chiamando in causa proprio il segretario del Pd chiede non di ''spostare, ma di cancellare i 100 milioni di euro'' che arriveranno a luglio nella casse dei partiti. Ancora piu' tranchant la proposta di Marco Staderini: ''Troppo facile dividersi intorno alle ultime rate cancellando il passato'' e' l'accusa del segretario dei radicali convinto che ''per il futuro serve una riforma che preveda non un euro delle nostre tasse ai partiti, finanziamenti solo dai cittadini, servizi alla politica garantiti dallo Stato''.
