da: Il Giornale
Ieri il Presidente della Repubblica si รจ detto finalmente sereno per via del ritrovato clima di intesa sullโapertura della stagione delle riforme. Anche Berlusconi รจ ottimista, e ne ha qualche ragione visto il risultato elettorale. Il premier non dispera di riallacciare un rapporto con Fini e di recuperare un accordo con Casini, entrambi usciti, per motivi diversi, malconci dalla tornata delle Regionali. Bersani invece non รจ felice. Per nulla, ma sa che al tavolo delle riforme deve sedersi. O meglio, deve dire che รจ disposto a sedersi, pena la perdita di qualsiasi credibilitร e forse anche della poltrona. Lโattuale leader del Pd รจ un riformista, questo รจ noto, ma in questo momento a lui interessa una sola riforma, lโunica che puรฒ dare una qualche speranza alla sinistra di vincere, un giorno o lโaltro, le elezioni. Si tratta appunto della riforma elettorale, senza la quale il centrodestra ha giร in cassaforte, salvo colpi di scena al momento imprevedibili, la riconferma della sua leadership anche allโappuntamento con le urne del 2013.
Lโargomento รจ complesso, e pure noioso. In sintesi, e semplificando. Oggi in Italia si vota con un sistema, chiamato ยซPorcellumยป. Il partito, o la coalizione che ottiene un voto piรน degli altri vince le elezioni e diventa maggioranza assoluta in Parlamento grazie a un premio che lo porta automaticamente ad avere il 55 per cento dei seggi. Rispetto a questo Bersani ha due problemi. Primo: il Pd non sarร mai il primo partito, tanto รจ il divario…
