ROMA, 15 APR – ''Io sono disposto a inserire nella norma sulla trasparenza non solo il congelamento dell'ultima tranche di luglio ma anche una riduzione dei rimborsi''. Pero', per Pierluigi Bersani, ''se non mettiamo tutti un argine a questa ondata di antipolitica non bastera' neanche questo''.
E non bastera' nemmeno, come spiega in un colloquio con la Stampa, il ''dimezzamento'' dei rimborsi previsto ''dal 2015, 145 milioni di euro rispetto ai 285 e passa del 2008''. Ma non c'e' modo di mettere un freno all'antipolitica ''se non con un processo collettivo. E sono pure pronto a rispondere ok, tagliamo ancora i nostri fondi, ma prima voglio che qualcuno mi dica ben chiaro se il concetto di democrazia va tutelata o no''.
E se da un lato Bersani dice ''no e poi no ad una politica che si finanzi andando a battere cassa a grandi manager ed ereditieri'', i soldi che arrivano nelle casse dei partiti per il segretario del Pd vanno ''chiamati col loro nome, finanziamento pubblico'' e bisogna spiegare ''che serve per garantire una vita ai partiti e alla democrazia'' E a chi dice che i cento milioni dell'ultima tranche si potrebbero usare in altro modo risponde che ''anche con le liquidazioni d'oro di dieci supermanager si potrebbero fare tante cose utili. Ma qui il rischio e' che entro sei mesi ci troveremo di fronte a un bivio tra nuove forme di populismo e una riscossa civica che porti tutti, tutti, cioe' politica, classe dirigente, commentatori e pubblica opinione a stabilire la difesa di certi valori''.
Intanto ''oltre a fare presto'' con l'intervento sui partiti ''bisogna dire la verita': il dimezzamento dei fondi e' gia' in corso e a regime la quota pro-capite sara' piu' bassa che in Francia e in Germania''.
