Roma. Caos nell’amministrazione Alemanno. Ultime ore per la giunta

Gianni Alemanno

Il termine del 13 gennaio annunciato al momento del ritiro delle deleghe, sta per scadere. Dunque, che la fumata bianca possa arrivare entro domattina 14 gennaio, in tempo per farsi accompagnare dai nuovi assessori alla tradizionale udienza in Vaticano con il Papa, c’è chi scherzando lo definisce un miracolo.

Ma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non dispera di chiudere la partita questa notte, a dispetto delle previsioni più pessimistiche che rimandano la nascita dell’Alemanno-bis alla prossima settimana. Quel che è certo, è che il rebus delle deleghe si è rivelato più intricato del previsto: trovare un equilibrio tra le varie anime che compongono il Pdl capitolino è impresa ardua.

E’ rimasto chiuso tutta la giornata nel suo ufficio, il sindaco Alemanno. Quasi sempre al suo fianco il coordinatore del Pdl romano Gianni Sammarco (che sta seguendo la partita per gli ex Forza Italia), oltre agli assessori uscenti Mauro Cutrufo e Alfredo Antoniozzi e al coordinatore e vicecoordinatore del Pdl Lazio Vincenzo Piso e Alfredo Pallone.

E poi un via vai di consiglieri ed ex assessori, ancora consultazioni con sindacati e categorie. Oltre a tante telefonate, alla ricerca di uno o due profili tecnici, che possano andare a coprire in giunta caselle importanti come quella del Bilancio (Maurizio Leo, commercialista e parlamentare, ha espresso la volontà di lasciare) e forse anche del Personale.

”Berlusconi mi ha dato carta bianca”, dice arrivando il Campidoglio il sindaco. E mette così a tacere subito qualsiasi speculazione sull’incontro di ieri sera con il presidente del Consiglio. Già, perché la giunta capitolina è diventata un affare di livello nazionale per il Pdl. Ciascuno a difendere i suoi uomini all’ombra della Lupa. Tanto che nel fuoco di sbarramento dei veti incrociati qualcuno ha cercato di coinvolgere Berlusconi in persona.

”Ho sentito il presidente”, conferma il senatore Stefano De Lillo, vicino a Maurizio Gasparri, che ha rivendicato una presenza in giunta proporzionale al peso elettorale. E oggi si è presentato dal sindaco al fianco del fratello Fabio (con loro anche un gruppetto di sostenitori), detentore della delega all’Ambiente e dato per uscente. Ma dal Cavaliere Alemanno ha avuto la rassicurazione che non fara’ valere il suo peso. Insieme a un rimprovero per aver avviato una ‘crisi al buio’, senza prima avere in tasca la composizione della nuova giunta. E mentre il Pd continua a chiedere le dimissioni del sindaco, dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che trova il consenso di molte colleghe, viene sollevata la ”questione donne”: ”Sono certa che il sindaco non vorrà ulteriormente comprimere una presenza femminile che nasceva già ristretta”.

Il riferimento è alle voci su una sostituzione dell’assessore Laura Marsilio, che viene difesa dal deputato Fabio Rampelli. Intanto, non si esclude ancora l’ingresso in giunta de La Destra di Storace (con un esterno al Campidoglio, Vittorio Messa) e viene dato per certo l’assessorato ai Trasporti per Antonello Aurigemma, della componente Laboratorio Roma (via, dunque, Sergio Marchi). Il grattacapo di giornata, però, per il sindaco è trovare uno o due ‘tecnici’ che vadano ad arricchire quella che nelle sue intenzioni deve essere una giunta di ”grosso spessore”. Ma al momento, a parte una delega alla Famiglia per Gianluigi De Palo, presidente delle Acli romane, nessuna disponibilità sembra essere stata ancora confermata.

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luiss_smorgana