
ROMA – Un controllo degli atti del Comune di Roma da parte del prefetto Pecoraro, così come voluto e chiesto dal ministro dell’Interno. Angelino Alfano ha infatti delegato il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro a esercitare i poteri di accesso e di accertamento nei confronti del Comune di Roma. La decisione è arrivata al termine di un incontro tra ministro e prefetto.
Si allontana l’ipotesi di scioglimento per mafia del Comune di Roma, l’ipotesi più dura dopo la maxi inchiesta con 37 arrestati e oltre 100 indagati. “Credo – ha detto il ministro Alfano – che ci debba essere un giudizio tecnico da cui deve nascere la proposta di sciogliere la Giunta comunale, ma sta emergendo un quadro che investe anche amministrazioni precedenti: quella di Gianni Alemanno e anche la precedente”.
Alfano ha poi specificato: “Come topi nel formaggio, queste persone si annidavano in tutte le forze politiche. Il formaggio era dalla gestione delle strade, ai campi Rom. Ci si sono buttati? Per quante leggi vengano firmate in Italia, non c’è un livello di consapevolezza tale da sapere che i soldi rubati ti verranno tolti”.
“Parlo da uomo politico e non da ministro: la mia sensazione è che queste persone tendessero ad allargare il formaggio per mangiare di più. Per chi, come me, fa una politica onesta, non ruba, questi soggetti – ha proseguito il ministro – fanno un enorme danno. Noi che lottiamo per lasciare ai nostri figli un Paese migliore, proviamo un sentimento di indignazione grandissimo e la nostra battaglia è la certezza della pena per chi verrà condannato”.
