ROMA, 11 OTT – La svolta chiesta dai 'frondisti' del Pdl guidati da Claudio Scajola ''c'e' gia' e si chiama Angelino Alfano''. Lo afferma al Corriere della Sera, il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ribadendo che non serve un passo indietro di Berlusconi: ''non ce n'e' bisogno, chi sara' candidato per il 2013 lo decideranno le primarie''.
''Alla richiesta di discontinuita' – spiega Romani – la risposta e' stata gia' data, ed e' la scelta di Alfano segretario politico. Una scelta, qualc(uno lo ha dimenticato, ratificata dagli organismi di partito'' . ''Se Berlusconi decidera' di non ricandidarsi – aggiunge Romani – si faranno le primarie, con regole certe e, mi auguro, con forte competizione. Perche' chiunque vincera', e spero sia Alfano, sara' un candidato piu' forte se avra' combattuto una battaglia vera''.
In ogni caso, assicura il ministro, ''conosco Scajola e i suoi amici e so che mai voteranno contro il governo. Forse c'e' il problema di trovare un ruolo per una personalita' importante del partito'' e ''fa bene Alfano ad incontrare chi gli pone queste questioni'' anche se ''non e' con i contentini che si risolvono i problemi. Le risposte devono essere politiche e saranno politiche''.
''Io non sono pregiudizialmente contrario al condono'' annuncia poi il ministro perche', spiega, ''l'idea di far uscire allo scoperto chi non paga e' da tenere in considerazione, ovviamente sapendo che esistono vincoli europei''.
Su Tremonti, contrario all'ipotesi condono, Romani osserva: ''Io parlo di numeri e fatti concreti, non accetto discussioni sui teoremi di carattere generale. Il dibattito deve essere sulle cose. Una cosa e' certa: in tutti i paesi, dopo il rigore sono arrivate politiche per lo sviluppo fatte di piccoli e importanti cose come di provvedimenti pesanti che incidono anche economicamente. Cosi' dovra' essere anche in Italia".