ROMA, 15 LUG – Intervistato oggi sul ''Foglio'' da Claudio Cerasa, l'ex braccio destro di Romano Prodi, Angelo Rovati, spiega come e' nato il feeling intellettuale tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e l'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi.
''Io credo sia un dato di fatto: Giulio Tremonti parla la stessa lingua di Romano, e il fatto che vi sia un forte feeling intellettuale tra di loro e' dimostrato, in modo innegabile, anche da quanto e' successo in questi ultimi mesi. Prima con la pubblicazione della 'Paura e la speranza', libro scritto da Tremonti ma che sinceramente poteva essere stato scritto da Romano, e poi con la trasformazione di Tremonti in una specie di ministro ulivista. Si', proprio cosi': ulivista. Conosco bene quello che pensa Romano in ambito di politiche economiche, e posso dire, senza problemi, che il Tremonti piu' recente – quello della barra ferma e del rigore – non avrebbe sfigurato in un governo prodiano. E in questo senso bene ha fatto Romano a lanciare qua e la' segnali utili a mostrare la sua affinita' con l'unico ministro forse da salvare di questo governo''.
''A mio avviso – aggiunge Rovati – la sintonia tra Tremonti e Prodi e' indicativa anche di un certa precisa cultura italiana che sarebbe da pazzi non continuare a valorizzare nel nostro paese. Prodi, cosi' come Tremonti, ha offerto da sempre un buon appoggio ad alcuni ambienti specifici della cosi' detta finanza bianca che, lo sappiamo, hanno un peso non indifferente nella nostra particolarissima societa'. Penso a persone di spessore come Giuseppe Guzzetti, presidente della Cariplo, o Giovanni Bazoli, numero uno di Intesa Sanpaolo.
E penso anche – conclude – a tutta quella significativa porzione della societa' ambrosiana che costituisce oggi una delle ultime frontiere del vecchio cristianesimo sociale''.