ROMA – ''Una cantonata gigantesca, dal punto di vista morale e sul piano politico''. Il direttore di Avvenire Marco Tarquinio risponde duramente oggi all'attacco sferrato ieri dal Giornale, con un editoriale del direttore Alessandro Sallusti, contro l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi: un articolo, commenta Tarquinio rispondendo ai lettori, che ''mi ha lasciato letteralmente senza fiato'', scritto ''menando fendenti ingiusti e scriteriati''. Per Tarquinio, sul piano morale, ''non si possono mistificare le parole di un pastore come il cardinal Tettamanzi e, pur di accreditare suoi presunti silenzi od omissioni – in questo caso sui temi della vita e della famiglia, della lotta alla droga e, udite udite!, dell''ateismo' – non si dovrebbe neanche tentare di capovolgerne il limpido magistero e d'ignorarne l'azione pastorale e le iniziative di solidarieta'''. ''Come quel Fondo Famiglia e Lavoro – aggiunge – che, in questo tempo di crisi, ha risvegliato e mobilitato la Milano col cuore in mano e incalzato esemplarmente le istituzioni civili, pubbliche e private''. Secondo il direttore del giornale dei vescovi, ''sul piano politico l'autogol e' altrettanto evidente. Se c'e' – e infatti e' emerso – un problema di rapporto tra settori rilevanti del centrodestra milanese e lombardo e parti importanti e sensibili del mondo cattolico, qualcuno si illude davvero di risolverlo attaccando a testa bassa l'arcivescovo Tettamanzi e vibrando, per sovrappiu', come ha fatto appunto il Giornale, stilettate contro il cattolico governatore lombardo di centrodestra Roberto Formigoni?''. ''Un antichissimo proverbio, per nulla cristiano – conclude Tarquinio – avverte che le divinita' accecano o rendono folli 'coloro che vogliono perdere'. Verrebbe, quasi, da aggiungere una riga: accecati e insensati sono anche i polemisti incendiari che 'vogliono far perdere' quelli che dichiarano amici..''.
