San Raffaele, Veronesi: "Difendo Mario Cal e la ricerca"

ROMA, 28 LUG – Mario Cal, l'ex vice presidente del San Raffaele, era ''sensibile e scrupoloso'' e ''dopo una vita di impegno e sacrifici, aveva difficolta' ad assorbire l'attacco mediatico al San Raffaele per il dissesto economico''. Cosi' Umberto Veronesi difende in un intervento pubblicato oggi sul Corriere della Sera ''l'amico'' Mario Cal, braccio destro di don Verze', che si e' tolto la vita lunedi' scorso.

''Un attacco violento e brutale – prosegue Veronesi -, forse anche giustificato per alcuni aspetti, ma che non tiene conto di cio' che sta sull'altro piatto della bilancia: l'enorme quantita' di bene, non sempre conteggiabile, che il San Raffaele ha fatto all'umanita'''. Per l'oncologo il suicidio di Cal e' stato ''anche un gesto simbolico: una forma di protesta'', perche' ''troppo doloroso'' dover accettare ''il fallimento di una vita dedicata alla creazione (in aiuto a Don Verze') di uno dei piu' grandi istituti di ricerca biomedica del Paese''. Ma il punto e', si chiede Veronesi, ''si tratta davvero di fallimento? Purtroppo – aggiunge – lo straordinario sforzo ideativo e organizzativo si e' accompagnato a un forte disavanzo nella gestione. E poiche' gli ospedali sono stati, con una legge sciagurata, definiti aziende, il pensiero prioritario, anzi l'assillo, dei presidenti e' diventato, ancor piu' che nel passato, quello di far quadrare il bilancio''.

''Migliaia'' saranno state le persone guarite e salvate da medici e ricercatori del San Raffaele, ma ''come conteggiarle nel fatidico bilancio?''.

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Emiliano Condò