
ROMA – ”No, dottor Scalfari, non si illuda: vi sarà alcun ‘operoso ravvedimento’ di quelli che lei chiama ‘berluscones’, né della variante dei falchi né in quella delle colombe”. Sandro Bondi, senatore e coordinatore del Pdl risponde al fondo del direttore de La Repubblica pubblicato oggi 11 agosto e dedicato a Berlusconi.
”Lei ha modellato la cultura e il volto della sinistra a sua immagine e somiglianza, passando disinvoltamente da Veltroni a Bersani fino a Renzi; Carlo De Benedetti, il proprietario del suo giornale, ha strappato dalla magistratura una sentenza contro Berlusconi che assomiglia a un vero e proprio esproprio; la magistratura stessa sta completando il lavoro come aveva fatto con Tangentopoli, cercando di aiutare la sinistra a conquistare un potere non con le armi delle libere elezioni ma attraverso una comoda scorciatoia giudiziaria”.
“Lei – scrive Bondi rivolgendosi all’editorialista de La Repubblica – può anche permettersi di chiamare il Presidente Berlusconi un ‘gangster’, senza che nessuno la richiami non solo al galateo ma anche a rispettare un responsabile confronto politico e personale”.
”Sappia, però, che il legame che unisce il popolo dei moderati alla figura politica e umana di Berlusconi è fondato proprio sul rifiuto di arrendersi agli scenari infausti per l’Italia che lei prospetta. Noi ci battiamo per rivendicare e difendere la dignità storica, politica e morale di Berlusconi, della sua e della nostra storia. La nostra battaglia è per un’Italia migliore e riconciliata, la sua battaglia è per rinverdire una nuova epoca di contrapposizioni politiche e di odio civile. Spero che la sinistra non la segua su questa strada, anche se temo fortemente di sì”.
