ROMA – Una eventuale candidatura di Michele Santoro ''nell'agone nazionale'' potrebbe derivare ''dalla tentazione di rappresentare quella percentuale di voto anti-sistema e anti-partiti che cerca il cambiamento a oltranza. Oppure essere una risposta alla domanda di leadership che non e' soddisfatta neppure da Grillo''. Lo afferma, in una intervista alla Stampa, Beppe Fioroni, secondo il quale ''gli italiani che votano alle primarie sono piu' saggi di quello che si pensa e non scelgono solo in base alla popolarita', ma all'affidibilita', credibilita', autorevolezza che derivano dai valori, dalle proposte, dal progetto''.
''Per risolvere i problemi della gente – chiarisce l'esponente del Pd – non basta essere contro il sistema. Per governare non basta lo slogan 'scassamm ogni cosa' dei sostenitori di De Magistris. E comunque per vincere meglio un candidato in piu' che uno in meno''.
Santoro, aggiunge il leader degli ex popolari del Pd, ''e' un grande giornalista e professionista della comunicazione. Ma governare il Paese da premier e' qualcosa che necessita competenza, esperienza e capacita' di ascolto. E di rappresentare una societa' complessa, non una parte''.