Scalfaro, il ricordo della Lega: “Frenò le riforme, fu un agguerrito avversario”

ROMA – ''Fermo restando il dovuto rispetto per la morte, imposto dalla sensibilita' personale come anche dalle radici culturali, umane e cristiane del movimento che rappresento, devo pero' dire che essa non deve assumere necessariamente una funzione catartica. Vorrei scongiurare il rischio della manichea ipocrisia nella celebrazione di figure politiche complesse e discusse come certamente fu quella di Scalfaro''. Cosi' esordisce il senatore della Lega Michelino Davico intervenendo nell'Aula del Senato alla commemorazione del Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che il Carroccio vide sempre come fumo negli occhi.

''Abilissino a scalare i vertici della Balena Bianca, da uomo politico non fu pero' – sostiene Davico – capace di intravedere quello che il nostro movimento sarebbe diventato per il Paese. Fu un agguerrito avversario politico della Lega Nord, che egli considerava una struttura paramilitare fuorilegge''.

''Non ci riconobbe mai neppure cio' che oggi la storia ha verificato – aggiunge Davico – l'aspirazione a rappresentare quel popolarismo rimasto orfano di ogni altra rappresentanza, come dimostra anche oggi la nostra attuale scelta di severa opposizione ad un governo nato come mera operazione di palazzo. Un ibrido che si ripropone esattamente un ventennio dopo quel 'monstrum vel prodigium', al quale l'uomo politico che oggi qui ricordiamo non fu estraneo''.

Secondo l'esponente del Carroccio, Scalfaro ''non comprese la complessita' del processo politico in atto dopo Mani Pulite e osteggio' la coerenza degli obiettivi del nostro movimento, di fatto frenando quella legittima aspirazione alle riforme che oggi tutti invocano a gran voce''.

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Emiliano Condò