Scalfaro: “Pdl non si poteva escludere, meglio il rinvio”

Oscar Luigi Scalfaro

Per Oscar Luigi Scalfaro il Pdl non si poteva escludere. Se si fosse votato in Lazio e Lombardia senza la lista del partito di maggioranza sarebbe stato eletto «un organismo che non avrebbe rappresentato la realtà», meglio rimandare di qualche settimana o di un mese il voto.

L’ex Presidente della Repubblica in un’intervista al Corriere della Sera chiarisce che l’obiettivo fondamentale era quello di «assicurare la partecipazione al voto del numero più alto possibile di cittadini». In un caso come quello del Lazio e della Lombardia, «la collaborazione tra maggioranza e opposizione sarebbe obbligatoria – aggiunge Scalfaro – un accordo lo si doveva trovare ad ogni costo e forse sarebbe stato possibile costruire una sorta di ‘cerotto legislativo’, se le forze di governo avessero riconsciuto di aver sbagliato per grane e dissidi loro interni».

Il decreto legge varato dal governo, però, non soddisfa il senatore a vita che, piuttosto, avrebbe rimandato il voto di qualche settimana o di un mese, per raggiungere l’intesa tra maggioranza e opposizione. Sulle critiche al Capo dello Stato Napolitano, Scalfaro aggiunge che «è sbagliato il bersaglio» e definisce «deprecabile» l’atteggiamento del premier Berlusconi che «rivendica di continuo un improprio diritto ad avere le mani libere, ponendosi sopra tutto e tutti».

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