BRUXELLES, 30 MAR – Se il premier Monti e' volato in Asia a caccia di investimenti per rilanciare la crescita, il presidente del Senato Renato Schifani ha fatto una puntata di due giorni a Bruxelles per rassicurare i rappresentanti delle istituzioni europee che l'Italia ''ce la fara''' perche' ha messo in campo una serie di iniziative legislative che l'aiuteranno ad uscire dalla crisi.
''Ho dato ai miei interlocutori – spiega Schifani prima di ritornare in Italia – un messaggio forte e chiaro di un Paese che sta facendo di tutto per uscire dalla crisi con grande responsabilita'''.
La seconda carica dello Stato ha incontrato tra ieri e oggi il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso a cui ha riferito delle riforme approvate dal Parlamento dal governo Monti a cominciare dai decreti sulle pensioni, le liberalizzazioni e le semplificazioni fino alla tanto attesa riforma sul lavoro.
''Ho trovato grande attenzione e grande apprezzamento per i nostri sforzi'', riferisce Schifani ai cronisti, con una punta di ''soddisfazione'' perche', a suo avviso, ''a Bruxelles c'e' la consapevolezza che i nostri problemi sono i problemi dell'Europa e se ce la fara' il nostro Paese ce la faranno anche gli altri Paesi del vecchio continente''. Anche Schifani, come Monti in Asia ha riscontrato una ''particolare attenzione'' nei suoi interlocutori europei sull'esito della riforma del lavoro che e' all'esame del Senato.
''C'e' in Europa – spiega Schifani – la segnalazione di un'esigenza di credibilita' sulla riforma del lavoro per come esce dal vaglio del Parlamento''. A Bruxelles sono consci del passaggio difficile di una riforma che investe il tema delicato dei licenziamenti e su cui c'e' una forte mobilitazione dei sindacati. Alle preoccupazioni europee Schifani nei suoi incontri ha replicato assicurando degli ''sforzi per una legge finale credibile con un'ampia e nuova consultazione tra le forze politiche e le parti sociali''.
''Ho detto – sottolinea Schifani – che il Parlamento ha una grande responsabilita' ma aspira ad arrivare ad un testo largamente condiviso ed ho assicurato il mio impegno affinche' questa riforma sia approvata, in tempi possibilmente celeri, prima dell'estate''. Schifani ha incassato attestati di stima verso l'azione del governo Monti ed e' stato soprattutto Barroso ad aver lodato, in un comunicato dopo l'incontro di questa mattina, ''il coraggio e la responsabilita' dimostrata dai partiti italiani finora''.
Barroso ha anche testimoniato, al termine della visita del presidente del Senato, i ''progressi impressionanti nell'adozione di numerose riforme grazie ad un alto livello di consenso politico''. Questo comunicato e' stato apprezzato in maniera particolare da Schifani che lo ha potuto conoscere prima del decollo da Bruxelles. ''L'importante – dice ai cronisti – e' di apparire all'esterno come un Paese che con responsabilita' si rende conto dei propri problemi, intende affrontarli compiendo anche rinunce e scelte culturali ed etiche''.
''In questo – aggiunge – sta la scommessa di Monti e dei partiti che lo sostengono''. A Bruxelles c'e' stato anche tempo per accennare alle questioni della giustizia alla luce dell'incontro stamane tra il guardasigilli Paola Severino e i capigruppo di maggioranza e opposizione. Schifani si e' augurato che ''la maggioranza chiuda con una sintesi condivisa e unitaria'' i temi della giustizia affrontati al vertice dei segretari della maggioranza dove ''si e' espressa la volonta' di trattare questi temi in chiave organica''. ''Sono fiducioso – conclude Schifani – ma non sta a me dare le direttive politiche''.
