ROMA – Avanti con le riforme istituzionali; il suggerimento a Mario Monti di ''attivare una cabina di concertazione politica'' sui temi non economici; ma anche una analisi dei rapporti deteriorati tra Pdl e Lega. Renato Schifani e' ospite di Lucia Annunziata a 'In mezz'ora' nei panni, come sottolinea la giornalista, ''di presidente del Senato e grande esponente del Pdl' ''.
Un'intervista che permette alla seconda carica dello Stato di intervenire nel dibattito in corso sulla riforma della Rai per la quale – spiega – sembra ''non vi siano i tempi per cambiare la legge Gasparri''. No pero' ad una ''prorogatio'' dell'attuale Cda, meglio il ''rinnovo'' ma ''le indicazioni dei partiti rispondano a requisiti di autonomia''.
Parole che gli valgono qualche critica. L'Idv lo accusa di ''mettersi a giocare la partita anziche' essere arbitro garante''. ''E perché parla di cabina di regia?'', tuona Felice Belisario. Anche dalla Lega si avanzano dubbi sulla imparzialita' della seconda carica dopo questo intervento.
Anche nel Pd c'e' chi storce il naso per l'intervista. Giorgio Merlo punta il dito contro il ''preoccupante semi stop istituzionale alla riforma'' della Rai. Il cuore dell'intervento di Schifani sono le riforme per le quali si adoperera' in prima persona: ''Mi impegnero' moltissimo – afferma – affinche' il Senato possa approvarle in prima lettura'' anche perche' ''si tratta di un buon compromesso''.
Un intervento sulla architettura istituzionale dello Stato, secondo molti osservatori, non puo' escludere una modifica della attuale legge elettorale. Schifani condivide questo approccio: ''Sono due questioni correlate'', spiega. L'attuale sistema di voto e' inadeguato: ''Il porcellum va abolito – dice – non vi e' dubbio''. C'e' il pericolo pero' che cambiare la attuale legge logori i rapporti tra Pdl e Lega. Roberto Calderoli, che di quella legge e' stato uno dei 'padri' ma anche colui che l'ha battezzata ''porcata'', avvisa che ''se cercano eliminarci, finisce come a piazzale Loreto''.
I rapporti tra Carroccio e Pdl sono tesissimi. ''Mi pare che la rottura sia irreversibile. Io la do per scontata – sostiene Schifani – Il Pdl sta sostenendo lealmente il governo Monti dopo il passo indietro di Berlusconi e sta pagando un prezzo non indifferente''. La massima carica di Palazzo Madama immagina un nuovo scenario politico per l'Italia: ''Caduto il berlusconismo, confido che l'area moderata si aggreghi per affinita' di valori e programmi''. Anche con Casini: ''Certo – spiega – lui e' leader di un partito moderato che fa parte del Ppe''.
Nessun 'inciucio' politico. Soprattutto in vista del voto del 2013 ma anche dell'elezione del nuovo Capo dello Stato. Cosi' Schifani liquida le voci di un'ipotetica candidatura di Silvio Berlusconi al Colle. ''Abbiamo un Presidente della Repubblica in carica, non mi iscrivo al partito del totonomine'', rimarca Schifani che non esclude neanche una rielezione di Napolitano: ''Non ci troverei nulla di incredibile – spiega – ma non voglio parlare di questo argomento per rispetto al Presidente''.
Quello su cui si muove il presidente del Senato appare un campo minato. Sulla Giustizia auspica uno stop agli scontri ideologici: ''ci sono ampi margini per la concertazione''. Dovendo scegliere, darebbe priorita' alla legge sulla corruzione e sottolinea la necessità di intervenire sulle intercettazioni per evitare l'attuale ''far west''.
Sarebbe giusto anche cambiare la norma approvata dalla Camera sulla responsabilità civile dei magistrati – conclude – altrimenti si rischia ''una perdita totale di serenita' da parte del giudice''.
