Scontro Bossi – Maroni. Senatur: 'Comanda la base'

ROMA, 23 GIU – Il 'caso Reguzzoni' non si e' chiuso con la sua riconferma a capogruppo della Camera: la tregua siglata ieri a denti stretti tra le 'correnti' leghiste grazie alla 'regia' di Umberto Bossi appare gia' in bilico.
Le battute al vetriolo indirizzate dal leader del Carroccio al ministro dell'Interno confermano che tra i due la tensione resta alta e che e' ancora in corso una prova di forza interna alla Lega dagli sbocchi imprevedibili. Maroni sarebbe scontento per l'esito della elezioni di ieri alla presidenza del gruppo?
''Peggio per lui'', ha risposto Bossi con una reazione che ha avuto l'effetto di uno schiaffo. Ma non basta. Alla domanda se la situazione nella Lega sia sotto controllo, il senatur ha ribattuto tenendo sempre nel mirino proprio il titolare del Viminale: ''E' sotto controllo la base, e' la base che tiene sotto controllo la Lega non Maroni''. Quindi il sigillo all'operazione-Reguzzoni di ieri: ''E' andata benissimo – ha sottolineato Bossi -. Dove ci sono io non ci sono mai liti''.
Liti plateali forse no ma scontri sotterranei si' come dimostrano le sfide incrociate tra il tentato siluramento di Giancarlo Giorgietti alla Lega Lombarda e quello di Marco Reguzzoni a capogruppo. Roberto Maroni, per parte sua non si preoccupa affatto di mascherare un certo nervosismo, ma contrariamente al capo pesa le parole e punta a sdrammatizzare:
All'interno della Lega ''non ci sono lotte intestine, ma differenze di opinioni come e' giusto che sia: la sintesi alla fine viene trovata'', ha infatti detto il ministro Maroni che ha negato sue ''sconfitte'' sul caso Reguzzoni: ''Sconfitta? E chi lo dice, i giornali? Io faccio un altro mestiere''.
La Lega – ha rimarcato -''e' un grande movimento che gioca un ruolo determinante nella politica italiana e vuole essere un punto di riferimento per i cittadini dei territori in cui siamo presenti, proseguendo nell'opera di modernizzazione dello Stato''. ''C'e' ancora molto da fare e il ruolo della Lega sara' sempre piu' importante'', ha detto ancora Maroni lasciando briglie sciolte all'immaginazione politica. D'altra parte nessuno nel Carroccio ha dimenticato, tanto meno Bossi, che Maroni e' stato l'unico esponente leghista che ''oso''' sfidare il senatur candidandosi alla guida della Lega nel lontano 1995.

Published by
Alberto Francavilla