ROMA, 28 GEN – Ben venga la novita' introdotta dal governo sui beni confiscati alla mafia, ma adesso bisogna ''abbattere il tabu' che l'immobile non possa essere venduto'', perche' ''ci sono molti casi in cui questa appare come l'unica soluzione'', e d'altronde ''i soldi ricavati dalla cessione andrebbero all'amministrazione statale, ministeri dell'Interno o della Giustizia, che hanno appunto bisogno di risorse''. A dirlo Giuseppe Caruso, a capo dell'Agenzia del beni confiscati, che in un' intervista al Mattino commenta la possibilita', per le cooperative di giovani, di avere in concessione i beni confiscati utilizzabili per scopi turistici.
''Finora gli unici soggetti destinatari erano associazioni o Onlus, ma la procedura attuale prevede che l'Agenzia debba prima chiedere allo Stato se ritiene di volere utilizzare quel determinato bene. Il successivo interlocutore e' l'ente locale e purtroppo non si puo' obbligare un Comune a prendersi in carico un bene con cui non sa che fare'', spiega Caruso.
''Di conseguenza la norma introdotta'' con il Dl Semplificazioni, ''almeno per gli immobili a destinazione turistica, puo' agevolare l'affidamento ai giovani''.
