ROMA, 18 DIC – ''Da tempo ci confrontiamo con dati che testimoniano una situazione di eccezionale difficoltà e disagio e siamo ben consapevoli che tali dati sintetizzano in aride quantificazioni numeriche la terribile condizione di persone che racchiudono nel loro cuore esperienze, sofferenze, speranze''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, parlando a Rebibbia, davanti al Papa.
Dal ministro quindi un grazie al Papa per la sua visita: ''non posso nascondere di essere profondamente commossa nel rivolgerle il mio più sentito benvenuto in questo luogo di profonda sofferenza. La Sua visita pastorale di oggi, a pochi giorni dal Santo Natale, costituisce per noi tutti motivo di rinnovata riflessione sulla situazione carceraria e sulle condizioni di vita delle persone che si trovano ristrette negli Istituti penitenziari''.
'Riparazione e rieducazione''. Una ''sanzione effettiva dopo la condanna deve coniugare entrambi i valori posti a fondamento di essa dalla Costituzione''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino nel discorso a Rebibbia dopo aver letto la lettera del detenuto. Un testo -ha aggiunto- che ''dimostra come la custodia cautelare in carcere deve essere disciplinata in modo tale da rappresentare una misura veramente eccezionale''.
Il ministro ha quindi concluso: ''Ô con questi sinceri e profondi sentimenti, sicura di farmi interprete del comune sentire di tutti i presenti, che Le formulo un caloroso ringraziamento ed un vivo augurio per la prosecuzione della Sua opera pastorale''
