ROMA – Spunta, in Puglia, uno scandalo sessuale nell’Italia dei Valori. Lo racconta, in un lungo pezzo, Riccardo Bocca sull’Espresso e i diretti interessati reagiscono annunciando querele. Il presunto scandalo riguarderebbe, secondo il settimanale, il senatore Stefano Pedica e il deputato Felice Zazzera.
Tutto diventa pubblico, racconta Bocca, il 14 giugno, quando un altro esponente dell’Idv pugliese, l’esperto di criminalità organizzata ed ex responsabile dell’Osservatorio pugliese sulla legalità Michele Cagnazzo, presenta sulla vicenda un esposto in Procura. Cagnazzo racconta la storia di C.M., 31 anni, che sarebbe la vittima della presunta violenza psicologica. Storia completamente negata da Pedica che annuncia querela: ”In riferimento a quanto pubblicato dal settimanale l’Espresso ho dato mandato ai miei legali diprocedere per vie giudiziarie alla tutela ed immagine mia e delpartito. Avevo già querelato il 6 agosto 2010, in tempi non sospetti il signor Michele Cagnazzo per le frasi diffamatorie ,che diffondeva nei social network , nei miei confronti. Sonosicuro che si farà piena luce su quanto riportato”.
“Dopo alcune frequentazioni”, si legge nella denuncia riportata sul sito dell’Espresso, “mi accorsi del fatto che versava in uno stato di non indifferente alterazione emotiva”, tant’è che in seguito, acquisita maggiore familiarità, “mi confidava di essere stata vittima di insistenti avances e ricatti da parte del senatore della Repubblica Stefano Pedica e del deputato Pierfelice Zazzera, entrambi iscritti all’Idv”.
La storia raccontata da Cagnazzo segue un copione “classico”: la donna conosce i due politici in una serie di dibattiti e conferenze. Stringe, secondo l’Espresso, un’amicizia con Zazzera che viene a sapere delle difficoltà economiche della donna. Zazzera, è la denuncia di Cagnazzo, avrebbe chiesto una serie di rapporti sessuali, prima in un albergo, poi in una casa romana del deputato, in cambio di un posto di lavoro “presso l’ufficio legislativo del Parlamento “. In cambio, scrive ancora l’Espresso citando l’esposto di Cagnazzo, l’onorevole “chiedeva favori sessuali”, e la donna, “per quanto mi ha riferito, proprio perché versava in gravi difficoltà (…) accettò di accondiscendere alle richieste”.
Gli incontri sessuali, spiega ancora la denuncia, si fanno più frequenti senza che la donna ottenga il lavoro. Alla fine, riporta l’Espresso, nella questione entra anche Pedica: sarebbe Zazzera a spiegare alla donna “se avesse voluto guadagnare definitivamente il ruolo, avrebbe dovuto dedicare le medesime attenzioni sessuali al senatore Pedica”; il quale, “secondo quanto disse Zazzera, avrebbe anche lui messo la buona parola”. Da quel punto, denuncia Cagnazzo, inizierebbero anche i rapporti sessuali con il senatore. Tutto finisce quando la donna, a sua insaputa secondo la denuncia, si ritrova iscritta a sua insaputa, in una lista dell’Idv per le elezioni regionali in Puglia e decide di denunciare.
Sia Zazzera sia Pedica, nell’Idv non sono personaggi marginali. Il primo, oltre che parlamentare è anche coordinatore regionale dell’Idv pugliese. Pedica, invece, arriva all’Idv dopo una lunga militanza nel centro, Dc prima e Udc poi. Ora irrompe questa vicenda, ancora tutta da capire. Per ora è una guerra di esposti e querele.