ROMA – Il viceministro del Lavoro, Michel Martone, nel corso di ‘Otto e mezzo’ su La7, si e’ detto ”dispiaciuto” per la frase sui 28enni senza laurea ‘sfigati’.
”Ahime’ si”’, ha esordito Martone con un sospiro quando Lilli Gruber gli ha chiesto: ”E’ lei quello che ha detto quella frase…”. Martone ha poi ammesso che non utilizzerebbe ancora queste parole, ma ha aggiunto che occorre dire la verita’: ”Sono sfortunati quelli che aspettano tanto a laurearsi, perche’ il mercato del lavoro si fa sempre piu’ difficile”.
”La frase – ha proseguito Martone – e’ stata decontestualizzata: sono dispiaciuto per come e’ stata interpretata e per i giovani che si sono sentiti offesi”. Martone ha poi detto di avere ”profondo rispetto per i giovani che studiano”, ”per l’universita’ e per tutti quelli che ci sono dentro”. Tuttavia, ha aggiunto, ”sono sfortunati quelli che aspettano tanto per laurearsi perche’ il mercato del lavoro si fa sempre piu’ difficile, piu’ tardi ci si laurea piu’ difficile e’ trovare lavoro. Questa e’ una verita’ scomoda”.
In seguito il viceministro ha ripetuto di essere ”veramente dispiaciuto perche’ gli studenti si sono sentiti offesi”, ma ha ribadito, ”e’ il momento di cominciare a raccontare una serie di verita’. Io sono del ’74 e sono cresciuto con due miti: che bastava laurearsi per trovare un lavoro e che il lavoro sarebbe durato per tutta la vita, poi le cose non sono andate cosi”’. Insomma, ha concluso, ”bisogna cominciare a dire la verita’, ma io ho scelto la parola sbagliata”.