Sondaggi carbonari, il Corriere: “Partiti temono Grillo, Monti non basta al Pd”

ROMA – I partiti temono Beppe Grillo. Il Corriere della Sera dice che i sondaggi carbonari (quelli che si fanno ma non si dicono, al punto che nemmeno il Corriere stesso dice chi li fa) danno il Movimento 5 Stelle subito alle spalle del Partito Democratico. Prima del Pdl e molto prima di Monti.

Maria Teresa Meli sul Corriere scrive quello che molti vorrebbero ma non possono. Ovviamente senza numeri, altrimenti incorrerebbero in pesanti multe. Ci sono dei siti che hanno ovviato a questo sistema ricorrendo alla “metafora seriale”. Il più famoso è Youtrend, che ha affibbiato ai principali leader epiteti emblematici: Bersani è il cardinale di Piacenza, Berlusconi è Varenne, Grillo è il camerlengo di Genova, eccetera.

Youtrend pubblica anche una mappa interattivaE l’ormai celebre Seggiometro.  Youtrend utilizza la metafora “religiosa” per gli articoli in cui sono indicati gli aggiornamenti dei trend: per dire “sondaggio” dice “voci dal Conclave”, per dire Camera dei Deputati o Senato dice “Camera papale”.

Scrive la Meli che la Scelta Civica di Monti è in grave difficoltà al Senato: questo vuol dire che se non prende almeno 15-20 seggi a Palazzo Madama e la coalizione Bersani-Vendola non vince nelle regioni-chiave (Lombardia, Campania, Veneto su tutte), i numeri di Monti non basterebbero a sostenere una coalizione in cui rientrano anche Monti, Fini e Casini. Ed è a questo punto che Bersani potrebbe rivolgersi altrove per reclutare voti: un’ipotesi venuta fuori negli ultimi giorni è quella che lo stesso Bersani ha chiamato “scouting”, ovvero la ricerca dei voti dei senatori eletti col Movimento 5 Stelle

Anche senza numeri la metafora dello tsunami-Grillo rende l’idea: il M5S continua a prendere voti anche a pochi giorni dalle urne rende idea di quanto i partiti tradizionali continuino a soffrire.

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Alberto Francavilla