Altro che virus e squilibri ormonali, nel 2008 Steve Jobs rischiava di morire. Un fegato, subito, e la corsa contro il tempo sul suo jet privato, lì dove la donazione di organi è più affidata alla fortuna che alle regole. La verità sui problemi di salute del padre di Apple sono state pubblicate dalla rivista americana Forbes.
«Il suo stato di salute era talmente grave — scrive Forbes — da spingere Dan Lyons a interrompere il suo celebre blog satirico anti-Jobs, per non prendere in giro un moribondo». Le pubbliche relazioni del colosso di Cupertino cercano di tamponare il gossip, ma la situazione è grave, Jobs lotta tra la vita e la morte. Già reduce da un tumore maligno al pancreas, papà Apple ha bisogno di un trapianto di fegato, ma come lui oltre 3.400 californiani sono in lista d’attesa.
Tra gennaio e marzo del 2009, Jobs si imbarca in un disperato tour de force, precluso ai comuni mortali. Con il suo jet privato attraversa in lungo e in largo gli Stati Uniti, sborsando cifre da capogiro a medici e ospedali per iscriversi al più alto numero possibile di liste di attesa. La pratica, nota in America come multiple-listing, permette ai malati molto ricchi di aumentare le proprie chance di ricevere un trapianto in un paese dove i donatori sono assai meno dei beneficiari e, nell’assegnare un organo, gli ospedali danno la precedenza alle proprie liste d’attesa «statali», prima di consultare il registro nazionale.
In ognuno di questi ospedali, Jobs è costretto a ripetere ex novo l’estenuante e costosissima batteria di test, consulti e check-up. Un’opzione proibita all’americano medio visto che le polizze assicurative rimborsano, al massimo, una sola immatricolazione. All’inizio di marzo, finalmente, arriva il miracolo. Uno degli ospedali dove Jobs si è iscritto, il Methodist University Hospital di Memphis, in Tennessee, ha un fegato per lui: appartiene a un ragazzo di vent’anni, deceduto in un incidente stradale.
Nel giro di 24 ore i suoi legali acquistano una magione da un milione e mezzo di dollari nel quartiere più elegante di Memphis che, dopo il trapianto, gli consentirà di passare la lunga convalescenza vicino all’ospedale. Il resto è storia. Grazie all’incessante lobby condotta personalmente da Jobs sul governatore Schwarzenegger e la moglie Maria Shriver, la California sta per diventare il primo Stato americano a creare un registro di donatori viventi, obbligando i guidatori, prima del rinnovo della patente, a scegliere se diventarlo.
