“E’ assolutamente legittimo – sostiene Stracquadanio – che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano. E’ invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo”. Per il deputato ognuno ha il diritto “di assecondare le virtù che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c’è violenza e se non c’è violenza non c’è problema”.
Per essere ancora più chiaro, Stracquadanio spiega che l’eventuale uso del proprio corpo per raggiungere un obiettivo di carriera politica non deve comportare le dimissioni. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out – spiega infatti Stracquadanio – e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”.