Dopo 17 anni l’ex ministro socialista Rino Formica è stato assolto dalla Corte d’appello di Bari “per non aver commesso il fatto” nel processo per presunte tangenti pagate dall’azienda Emit per la costruzione dei nastri trasportatori del porto di Manfredonia. Una vicenda che risale alla fine degli anni Ottanta e per la quale furono avviate indagini nel 1993. Lo ha reso noto lo stesso Formica in una intervista pubblicata oggi dal ‘Corriere della Sera’ nella quale l’esponente socialista si duole della persecuzione giudiziaria durata 17 anni.
Nell’ambito dell’indagine foggiana Formica, oggi 83enne, ricevette un’informazione di garanzia nel maggio ’93 per concorso in concussione dai pm foggiani Roccantonio D’Amelio, morto alcuni anni fa, e Massimo Lucianetti, da un paio di mesi procuratore generale a Potenza: per Formica chiesero all’epoca anche l’arresto, che però fu negato dalla Camera dei deputati. Nell’aprile 2004 Formica fu condannato dai giudici del tribunale di Foggia a 4 anni e mezzo di reclusione. “Questa sentenza – commenta Formica nell’intervista – si legge in unsolo modo: Formica e i socialisti di Puglia sono stati perseguitati politicamente”.