Tangenti e Pd, Mussi: "Spero che con quei soldi non comprassero congressi"

ROMA, 09 SET – ''Prego il signore che non ci sia connessione tra l'acquisto delle azioni della Milano-Serravalle fatta da Penati nel 2005 e la scalata alla Banca nazionale del Lavoro lanciata negli stessi mesi dall'Unipol di Gianni Consorte. E' un'ipotesi che non contempol. Sarebbe la bomba atomica. Un sacco di gente dovrebbe andare a casa''. Lo afferma al Fatto Quotidiano Fabio Mussi commentando il caso di Filippo Penati accusato di aver riscosso tangenti.

''Eletto Pierluigi Bersani, Penati ha conquistato l'anticamera – osserva Mussi – Dobbiamo chiederci come sia arrivato così in alto''.

Alla domanda se ciò sia stato possibile grazie alle tangenti, Mussi replica: ''Non lo so e non è questo il punto. Questa vicenda ci racconta una dolorosa verità sul neoriformismo e sulla deriva culturale che ci ha portato dal Pci ai Ds al Pd''.

Riferendosi poi al congresso del 2001 che portò Piero Fassino alla segreteria del partito mentre Penati passava alla segreteria della Federazione di Milano, Mussi afferma: ''Se per caso viene fuori che in quel congresso sono girati dei soldi per condizionarne l'esito, giuro che la class action la faccio io a loro''.

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Maria Elena Perrero