Tangenti: Vizzini, attendo sereno accertamento verità

PALERMO – ''Penso che la decisione da me assunta nei giorni scorsi di sospensione da incarichi e partito sia giusta e rispettosa sia delle Istituzioni della Repubblica che dei suoi cittadini. Da uomo pubblico attendo l'accertamento della verita' sereno di avere sempre rispettato i principi di correttezza ed onesta' che hanno caratterizzato il mio impegno politico''. Lo ha detto il senatore Carlo Vizzini – sospesosi dagli incarichi per difendersi nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti pagate del tributarista Gianni Lapis con denaro del sindaco mafioso Vito Ciancimino – intervenendo al convegno organizzato dall'associazione MafiaContro dal titolo ''L'atto d'accusa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino''.
''Questo non mi impedisce di esprimere con forza e convinzione le mie opinioni contro chi uccide gli uomini, – aggiunge le loro liberta' e quelle delle imprese e ruba il futuro alle giovani generazioni impedendo lo sviluppo ed il diritto al lavoro: sto parlando di quel terribile cancro che e' la mafia''. ''Falcone e Borsellino – continua Vizzini – la lottarono in mezzo a mille diffidenze, invidie e difficolta' create anche dalla politica e da pezzi delle Istituzioni''.
''Oggi, mentre si cerca ancora la verita' sulle stragi del '92 e '93 e sulla trattativa Stato-mafia, questa storia non si puo' e non si deve ripetere mentre magistrati sovraesposti corrono esattamente gli stessi rischi di allora''. ''Occorre ritrovare – conclude Vizzini – un rapporto sereno, equilibrato tra politica e magistratura in un quadro di autonomia ed indipendenza ma con l'obiettivo comune di aiutare la ripresa del Paese in un quadro di legalita'''.

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