ROMA – ''Ho spedito ieri la lettera di dimissioni dal Pd''. Cosi' il senatore Alberto Tedesco, ospite di ''24 Mattino'' su Radio 24, dopo il voto che ha respinto la richiesta di arresto ai suoi danni, ha ribadito di voler lasciare il partito. ''E' una lettera a Bersani, di quattro righe – ha aggiunto Tedesco a Radio 24 -. Visto che quando scrivo lettere di quattro pagine nessuno mi risponde, ho scritto quattro righe nelle quali annuncio che mi dimetto dal partito. Ora andro' nel gruppo Misto al Senato, dove ero gia' da qualche mese. Le dimissioni verranno accolte? Eppure mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse 'parliamo e vediamo perche' ti sei dimesso'. Ma io non alzero' il telefono, perche' non lo alza qualcun altro?''.
Tedesco ha replicato a distanza al segretario Pd Bersani che oggi, nella lettera al Corriere della Sera, ribadisce di averlo invitato a fare un passo indietro: ''Nella vita la forma e' sostanza – ha detto Tedesco a Radio 24 -. Immaginare che un segretario di un partito importante dia un consiglio a un proprio parlamentare, cioe' a un dirigente, a mezzo stampa e continui a farlo a mezzo stampa lo lascio giudicare ai cittadini. Da quanto non sento Bersani? Non lo sento da mai, da mai, nonostante appena esplosa la vicenda delle richiesta di custodia cautelare io abbia scritto una lettera ai dirigenti principali del partito chiedendo di incontrarli, anche per avere indicazioni''.
Riguardo al paragone con Filippo Penati, che indagato ha fatto un passo indietro, Tedesco ha risposto: ''C'e' una grande ipocrisia, anche io sono solo indagato, come Penati, mica sono condannato a morte. Oggi viene preso il caso Penati come un modello di comportamento ma lui non si e' dimesso dal Consiglio regionale. Io un'ora dopo avere appreso dall'Ansa di essere indagato mi sono dimesso da assessore regionale alla Sanita' e sono stato sostituito due ore dopo. Io ho tenuto una condotta, in tutti questi mesi, esemplare. Ho chiesto di essere interrogato e sono stato interrogato, ho dichiarato sette mesi fa che avrei chiesto al Parlamento di votare si' alla custodia cautelare, ho chiesto al Senato di non porre il voto segreto. Fino al voto il Pd aveva assunto una posizione coerente, ma cinque minuti dopo il voto al Senato, anziche' prendere atto della mia condotta esemplare, io ho avuto la lettera di dimissioni a mezzo stampa da parte del Presidente Bindi, del segretario Bersani. La Bindi da sette mesi evoca il carcere e le manette per me, ma credo non si sia letta un rigo delle carte. Io non vengo accusato di tangenti o di aver preso un solo euro ma di aver creato una rete di potere''.
Riguardo poi al dibattito sulla presunta superiorita' morale della sinistra, Tedesco ha detto a Radio 24: ''Le categorie della politica e della morale non vanno d'accordo, al limite parlerei di etica. Al Pd si e' ancorati alle vecchie logiche: ex comunisti, ex socialisti, ex democristiani. E' un partito di ex, non e' un partito con un'identita' e una fisionomia. Quel partito rischia di fare del giustizialismo un elemento identitario, di fronte a una sinistra da sempre garantista non c'azzecca molto''.
