ROMA, 14 LUG – Uniti e intenzionati a contare sempre di piu', dentro e fuori dal Parlamento. Anche se la fusione in un unico gruppo al Senato e' ancora incompleta.
Nei giorni concitati della manovra, proprio mentre il Senato si avvia a votare il decreto, arriva l'annuncio della nascita, a Palazzo Madama, del nuovo gruppo Api-Fli che si chiamera' ''Per il Terzo Polo''. Non ne fa parte l'Udc, che ha deciso di restare nel gruppo delle autonomie, del quale e' presidente Giampiero D'Alia. Ma la volonta' dei ''terzopolisti'' e' quella di marciare uniti: subito dopo l'annuncio della costituzione del nuovo gruppo arriva quello di un ''patto'' siglato da tutti i senatori del Terzo Polo per ''votare sempre insieme fino alla fine della legislatura''.
Primo banco di prova del 'patto per il voto' del Terzo Polo, proprio la manovra, sulla linea ''di responsabilita' nazionale'', assieme ''alle proposte alternative per una credibile riduzione della spesa e per un forte impulso al ritorno alla crescita dell'economia'', come si legge nel documento sottoscritto da 21 parlamentari di Udc, Fli, Api, Mpa, cui si sono aggiunti i senatori del gruppo Misto Nicola Rossi, Enrico Musso e Maurizio Fistarol.
Il nuovo gruppo Api-Fli, di cui sara' presidente Francesco Rutelli, nasce intanto per avere piu' peso al Senato, in particolare in conferenza dei capigruppo, dove ora il Terzo Polo potra' contare su 'tre teste': Rutelli, D'Alia e Giovanni Pistorio, senatore dell'Mpa e presidente del gruppo Misto
In un momento di difficolta' per il governo e per una ''maggioranza esaurita politicamente'', insomma, il Terzo Polo procede con il progetto di 'rafforzamento' che passera' anche per la convention del 22 luglio, ''tappa importante per rappresentare una alternativa a questa profonda crisi''.
E si cominciano gia' a serrare le file in vista degli appuntamenti sul fronte amministrativo, in primis l'assemblea dell'Anci in cui saranno rinnovati i vertici. L'intenzione del Terzo Polo, racconta chi ha partecipato a una riunione oggi proprio su questi temi alla Camera, e' quella di ''dire la sua senza stare al traino di nessuno''. Sara' una sorta di ''segnale di compattezza'' da inviare ai due grandi partiti, Pdl e Pd.