LUSSEMBURGO – ''Io ho denunciato piu' volte che se i cantieri non si aprono entro la fine del mese, il rischio salti tutto e' concretissimo, ma il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha fatto tutto quello che doveva fare, tanto e' vero che i cantieri ormai da almeno venti-trenta giorni sono pronti per essere aperti''. Lo ha sottolineato il viceministro per le Infrastrutture Roberto Castelli parlando con i giornalisti, oggi a Lussemburgo, a margine del Consiglio dei ministri dei Trasporti.
Il governo, ha rilevato Castelli, sta rispettando gli impegni presi sia con la Francia e con l'Ue. ''Oggi e' una questione di ordine pubblico – ha sottolineato Castelli – ci sono persone che con la violenza impediscono che vengano aperti. Ma per quanto riguarda il nostro ministero e' tutto a posto''. ''Ora bisogna che il governo nella sua collegialita' decida e risolva il problema'', ha proseguito il viceministri, rilevando che Bruxelles impone all'Italia il limite della fine di giugno.
Nel corso della riunione di oggi, invece, Castelli non ha avuto incontri bilaterali sul problema della Tav ne' con il suo collega francese ne' con il commissario europeo, ma nelle settimane scorse ci sono stati incontri, anche a livello tecnico, con gli uffici della direzione generale trasporti della Commissione.
All'esecutivo Ue, l'Italia ha sottolineato di aver rispettato quanto richiesto per evitare di perdere i fondi comunitari destinati all'opera. ''Per quanto riguarda il nostro ministero tutto e' stato fatto, ora bisogna che il governo, nella sua collegialita', decida se far rispettare l'autorita' dello Stato'', ha spiegato Castelli conversando con i giornalisti. ''Noi piu' di cosi' non potevamo fare: il ministro Matteoli ed io non potevamo metterci l'elmetto e avviare i lavori, non e' nostro compito. Noi abbiamo fatto la nostra parte. I cantieri sono pronti a partire'', ha ha ribadito Castelli.
