Il governo ”taglia i progetti contro la tratta e il grave sfruttamento. Le vittime non avranno più nessuno a cui rivolgersi e diminuiranno le denunce contro le organizzazioni criminali”.
Lo denuncia il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), spiegando che dal bilancio del ministero per le Pari Opportunità per gli anni 2010 e 2011 ”sono scomparsi” i 2 milioni e mezzo di euro già stanziati e destinati al finanziamento dei progetti contro la tratta e il grave sfruttamento previsti dall’art. 13 della legge 226/2003 (‘Misure contro la tratta di persone’).
”E’ grazie a questi progetti – osserva il Cnca – che si sono offerte, in questi anni, opportunità reali di aiuto a migliaia di persone sfruttate e vittime dei racket; che si sono sviluppati, in tanti territori, rapporti proficui tra organizzazioni della società civile, magistratura, forze dell’ordine, ispettorati del lavoro; che sono venute le denunce da cui sono partite tante inchieste in tutta Italia, permettendo di colpire pericolose organizzazioni criminali”.
Per il presidente del Cnca, Lucio Babolin, questo ”sistema di aiuto alle vittime e di contrasto del fenomeno rischia di saltare. Sarebbe davvero incredibile, visto che il nostro paese è all’avanguardia nel mondo in questo settore. Sappiamo bene quali siano le difficoltà di bilancio ma non si può tagliare proprio qui. Se poi fosse confermata l’indiscrezione di un possibile smantellamento della struttura tecnica sulla tratta oggi attiva presso il ministero per le Pari Opportunita’, saremmo davvero al de profundis per il sistema. Per queste ragioni – conclude Babolin – chiediamo al Governo di ricostituire il fondo con lo stesso importo dello scorso anno e al ministero un incontro per chiarimenti”.