ROMA, 04 GEN – ''C'e' una fortissima asimmetria: la cifra della crisi e' altissima; la politica e' scesa al livello di cosa a bassa frequenza'' ovvero ''non c'e' la presenza dei grandi partiti''. E' l'analisi fatta dall'ex ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, al Corriere della Sera, in cui afferma che ''la crisi sta virando in recessione anche per l'effetto del decreto 'salva-Italia', troppo fiscale e regressivo; la credibilita' si vede – aggiunge Tremonti – ma solo in Europa, non sul mercato finanziario, infatti lo spread e' a quota 500''. ''L'Europa e' una piazza necessaria ma non sufficiente – sottolinea Tremonti – L'Europa 'suggerisce' molto ma puo' poco. Il mercato finanziario suggerisce uguale ma puo' tutto''.
Per il futuro, l'ex ministro non esclude che una nuova manovra possa essere ancora una volta ''suggerita'' dall'Europa ma il vero rischio per l'Italia e' ''dover fare una domanda di assistenza al Fondo monetario internazionale''. Il professore ripercorre gli ultimi mesi del governo Berlusconi e ricorda che ''a meta' del 2010 e' iniziato l' 'annus horribilis': la rottura con Fini, l'illusione dei 'responsabili', pensando che per una maggioranza di governo basta un voto in un giorno, in un ramo di Parlamento, su di un atto''. Quanto ai rapporti con l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Tremonti sottolinea di essere sempre stato ''leale'' e per il futuro esclude un passaggio alla Lega. ''Ho gia' avuto abbastanza problemi con un altro 'stato maggiore' – afferma – Non voglio crearne a quello della Lega''.
