Tremonti, riforma fiscale con le parti sociali

Giulio Tremonti

La riforma fiscale resta nei progetti del governo. ”La faremo con le parti sociali”, dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti parlando alla Scuola di Gubbio del Pdl.

Ma avverte: ”La riforma non è il mito della magica riduzione delle tasse” anche se questo governo ”non ha mai messo le mani in tasca ai cittadini e non lo farà”. Un intervento lungo ed applaudito, quello di Tremonti a conclusione della Scuola di Gubbio del Pdl, nel quale il ministro, sfoggiando un pullover blu stile Marchionne, ha anche parlato della necessità di concentrare le strutture che operano sulla presenza all’estero dell’Italia, dei troppi fondi non spesi nel Sud.

Ha richiamato al senso di ”responsabilità”, ribadendo che ”rigore e sviluppo sono due facce della stessa medaglia”, che ”non si può fare sviluppo con il deficit” e ha lanciato un appello: ”E’ il caso che il Paese cominci una logica di serietà e che abbandoni le polemiche”. Tremonti parla dunque della riforma fiscale e assicurando che il governo non la fara’ da solo ma ”insieme alle parti sociali”. Replica a chi dice che la pressione fiscale con il governo Berlusconi è aumentata. ”Quello che so – dice Tremonti – e’ che noi non abbiamo mai aumentato una tassa, un’aliquota. Non abbiamo mai inventato una tassa, come invece qualcuno ha fatto con grande successo di pubblico e di critica”.

A parte il fisco, Tremonti guarda allo sviluppo e anche all’espansione dell’economia italiana all’estero. ”Dobbiamo concentrare la presenza italiana all’estero, concentrare in un’unica struttura, abbiamo tanti ministeri. Non puoi avere mille imprese che vanno all’estero e 10 o 15 soggetti che si agitano a loro volta”. Poi un passaggio sul Sud e sui troppi fondi non spesi: ”Per la ricerca nel Sud ci sono a disposizione 5 miliardi di euro che non vengono spesi”. Confida dunque nel federalismo: ”L’unico modo di tenere insieme il Paese” e auspica che si torni ad una sorta di Cassa per il Mezzogiorno. Chiama alla responsabilità e al rigore anche gli enti locali: ”Ormai la conferenza dei servizi e’ il luogo dove si sviluppa il bancomat per i Comuni: se non porti a casa almeno una rotonda o una piscina passi per un pirla”. Infine sull’eccesso di regole: ”Il divieto dovrebbe essere l’eccezione. Dobbiamo finirla con i chilometri di Gazzette Ufficiali”.

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