TRENTO – E' stato approvato stasera dal Consiglio provinciale di Trento dopo dodici giorni di discussione, un tempo inconsuetamente lungo per quest'assemblea, il nuovo disegno di legge in materia di Protezione civile. L'aula era rimasta bloccata per giorni con l'ostruzionismo delle opposizioni e oltre 2.400 emendamenti che avrebbero richiesto se non ritirati un lavoro di mesi. Un fatto insolito per un'aula che e' abituata a ben altro ritmo e che nel 2010, ad esempio, aveva esaminato 48 ddl, di cui 41 approvati, e 727 emendamenti, di cui 305 approvati.
Il testo approvato, con 19 voti a favore e 12 astenuti, e' stato quello presentato dalla Giunta della Provincia autonoma e che ha visto opporsi in particolare la Lega Nord e soprattutto con la richiesta di mantenere un presidio di vigili del fuoco permanenti e non solo i volontari a Rovereto, centro a una trentina di chilometri dal capoluogo. La materia della riforma del sistema di Protezione civile vede infatti l'Autonomia speciale competente e una tradizione centenaria dei volontari dei vigili del fuoco, diffusi capillarmente in ogni paese e che da sempre collaborano coi permanenti, vista anche la peculiarita' della conformazione del territorio.
Le prime baruffe si erano viste a maggio sulla nuova legge, poi il dibattito in Consiglio era ripreso il 7 giugno, fino a giungere a lavori a oltranza, anche nei giorni dei referendum, festivi compresi, tra una serie di incontri delle opposizioni con il presidente della Giunta, Lorenzo Dellai, che avevano ammorbidito alcune posizioni, come quelle del Pdl, ma non i leghisti. Lo spiraglio dell'accordo, che ha messo fine all'ostruzionismo, si era visto poi venerdi' scorso, con una proposta del presidente del Consiglio stesso, Bruno Dorigatti, proprio sui contesi vigili del fuoco di Rovereto. Oggi il voto: con le minoranze astenute in blocco, ma nessun voto contrario.
