Troppe assenze alla Camera, rabbia Berlusconi. E spunta una lista nera

ROMA, 29 GIU – La giornata doveva essere dedicata a proseguire le trattative con i ministri sulla manovra economica e a trovare ''la quadra'' sull'emergenza rifiuti, ma il caos alla Camera sulla 'comunitaria' che ha visto la maggioranza battuta sull'approvazione dell'articolo 1 a causa delle assenze ha cambiato l'agenda e l'umore di Silvio Berlusconi.

E' meta' pomeriggio quando il premier avvertito della bagarre alla Camera e dell'impasse in cui si trova la maggioranza decide di lasciare palazzo Grazioli e venire di persona a Montecitorio per fare il punto della situazione. Ad attenderlo nella sala del governo ci sono i vertici parlamentari del Pdl ma anche della Lega.

L'umore del Cavaliere e' nero, tant'e' che i presenti non esitano a definirlo ''indignato'' per lo scivolone dovuto alla negligenza dei parlamentari: non e' possibile che accadano cose simili, sarebbe stato il ragionamento del premier, solo una settimana fa abbiamo dato prova dei nostri numeri. Nessun messaggio politico si nasconde dietro le assenze, hanno spiegato al premier, anche se nel corso della riunione non e' mancato chi ha chiesto che l'atteggiamento dei parlamentari andasse punito.

Un 'ramanzina', raccontano, che Berlusconi ha fatto di persona a piu' di qualche assente, in particolare ai ministri, dopo aver visto la 'lista nera' di chi mancava all'appello: Voglio sentire – avrebbe detto – che giustificazioni mi danno per non essere in Aula a fare il loro dovere. Forse anche per questo il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero, si e' affrettato in Transatlantico a spiegare ai giornalisti che lui c'era e che se e' risultato assente e' dovuto esclusivamente al malfunzionamento della tessera parlamentare.

Per il momento sanzioni piu' severe del rimbrotto non sarebbero prese in considerazione anche se tra le ipotesi ci sarebbe quella di inviare una lettera di richiamo oppure mettere un tetto (tre) alle assenze nelle votazioni piu' importanti. Chi raggiunge il limite potrebbe vedere messa in discussione la ricandidatura.

Non possiamo permetterci – avrebbe aggiunto il Cavaliere – che cose simili accadano in futuro magari quando in aula c'e' la manovra economica. Certo e' che dalla lista degli assenti lo stesso Cavaliere ha dovuto depennare chi in quel momento si trovava impegnato in riunioni ed incontri a Palazzo Grazioli e in via dell'Umilta' in vista del Consiglio Nazionale di venerdi' che investira' ufficialmente Angelino Alfano segretario del partito. Ed e' proprio per quell'appuntamento che il Guardasigilli, cosi' come il coordinatore del Pdl Denis Verdini e' stato impegnato in una serie di incontri con le varie 'anime' del partito. Riunione clou con Claudio Scajola, (che ha incontrato anche Berlusconi e che domani riunira' i suoi parlamentari) per un chiarimento dopo la lettera inviata dall'ex ministro dello Sviluppo Economico in cui si chiedeva un cambiamento radicale della partito. E proprio per evitare ulteriori fraintendimenti i due avrebbero deciso di vedersi. L'obbiettivo del giro di incontri, spiegano dal Pdl, e' quello di arrivare all'appuntamento di venerdi' con il massimo dell'unita' possibile. Bisogna rilanciare l'immagine di un partito unito, e' il ragionamento che si fa a via dell'Umilta', che dia il suo pieno appoggio al ministro della Giustizia.

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Emiliano Condò