ROMA – “Il Governo convochi un tavolo con le emittenti radiofoniche e televisive locali per discutere delle problematiche che stanno mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza e soffocando l’esercizio della loro attività economica”. Lo chiede una mozione dell’Idv presentata alla Camera, primo firmatario Antonio Borghesi. “A breve – si legge nella mozione – tali emittenti saranno chiamate a liberare i canali dal 61 al 69 per doverli consegnare alle compagnie telefoniche aggiudicatarie dell’asta del dividendo digitale esterno. E tutto questo a fronte, peraltro, di un indennizzo da parte dello Stato che è stato progressivamente diminuito rispetto alle previsioni inizialmente sancite dalla legge e che, oggi, nella maggior parte dei casi, non risulta nemmeno sufficiente a coprire gli investimenti effettuati dalle aziende per il passaggio alla nuova tecnologia diffusiva”.
Spiega il sito Antimafia che il prossimo 30 giugno le televisioni comunitarie (circa duecentocinquanta in tutta Italia) verranno abolite. E’ quello che si legge nella legge di stabilità 2011. “La loro lunghezza d’onda è stata venduta alle reti di telefonia mobile. Il ministero dello sviluppo economico ha disposto il pagamento per tutte le lunghezze d’onda del digitale terrestre, eccetto che per le tre reti RAI, per La 7, per Sky. Questo “dono” è stato chiamato beauty contest”.
Per l’Idv, “l’unica soluzione praticabile che potrebbe consentire la sopravvivenza delle emittenti locali consiste nella riduzione del numero dei multiplex (e quindi delle frequenze) attualmente assegnati – in via provvisoria e in attesa del completamento della fase di transizione al digitale – all’emittenza nazionale, il che comporterebbe, inevitabilmente, la riscrittura del piano di assegnazione nazionale delle frequenze dell’Autorità delle garanzie nelle comunicazioni in modo da ridurre il numero di reti nazionali e locali nella proporzione aurea di due terzi per le emittenti nazionali e di un terzo per le emittenti locali”.
